Macerata, 15 aprile 2008 - La corsa è finita: la Lube si ferma definitivamente ai box mentre Roma continua la sua avventura nella galoppata verso il tricolore. Il secondo appuntamento dei quarti di finale contro la bestia nera Roma ha confermato che la squadra capitolina in questo momento ha sicuramente qualcosa in più sia a livello fisico che di mentalità e quindi ha meritato senza alcun dubbio la vittoria maturata al termine di una vera maratona.
Eppure, sia in garauno che nel match di domenica pomeriggio la squadra di De Giorgi ha avuto a portata di mano la possibilità di portare a casa un risultato diverso ma in entrambi i casi nei momenti cruciali sono mancate lucidità, freddezza e forse anche un pizzico di buona sorte.
Anche in garadue, infatti, nel quarto set la Lube ha avuto a portata di mano la ghiotta opportunità di chiudere set e quindi aggiudicarsi la partita ma i tre match-ball a disposizione non sono stati sfruttati e alla fine, come succede quasi sempre, è arrivata la punizione. Incredibile, poi, quello che è successo nel tie break dove la Lube avanti per 6-3 è stata attraversata da un momento di follia che ha bloccato definitivamente ogni possibilità.
E’ finita così in maniera anche abbastanza deludente, una stagione che, dopo le difficoltà iniziali e la crescita costante che aveva avuto il suo apice nella conquista della Coppa Italia nella fase immediatamente precedente i play off, ha fatto registrare un calo sia fisico che psicologico incredibile.
Cosa è successo? Il primo pensiero porta logicamente agli infortuni di Rodrigao e Paparoni ma di certo non saranno solamente queste due assenze pesanti che hanno condizionato in maniera tanto negativa l’ultima fase della stagione. Un altro fatto che ha colpito tutti è il crescente nervosismo all’interno del gruppo che sicuramente è figlio di qualche incomprensione. Lo si è visto in più di un’occasione in questo play off ed è chiaro che in queste condizioni non è facile mettere a segno l’impresa.
Il riscontro a questa situazione lo offrono in maniera chiara e inequivocabile i risultati delle gare post Coppa Italia: sconfitte a Trento e con Perugia poi i successi con Taranto e a Latina e quindi ancora due sconfitte con Roma e a Montichiari. Una finale abbastanza amaro ma una stagione sicuramente positiva perché vincere la Coppa Italia e conquistare quindi il ritorno in Europa all’inizio di questa avventura, con una squadra quasi completamente rinnovata, poteva sembrare solamente un’utopia.
Augusto Serrani
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