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AGGRESSIONE ALLA 'MEN'S SHOES'

"Invece di accusare Moroni dovrebbe tacere"

Enzo Verdicchio tramite il suo avvocato smentisce la versione del suo aggressore, l’operaio Mauro Moroni, e dà una versione precisa di come sarebbe andata l’aggressione

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Enzo Verdicchio, titolare della Men's Shoes Corridonia, 8 aprile 2008 - "Accuse infondate". Enzo Verdicchio (nella foto), titolare della 'Men’s Shoes', con i suoi familiari e l’avvocato Sandro Giustozzi, smentisce la versione del suo aggressore, l’operaio Mauro Moroni, sostenuta con l’avvocato Federico Valori.

 

"La difesa di Moroni, con le continue aggressioni sulla stampa, ha superato ogni limite — esordisce l’avvocato Giustozzi — Dopo che Verdicchio era stato aggredito da Moroni con inaudita violenza, e sottoposto a due delicatissimi interventi chirurgici, è iniziato l’infamante show della difesa dell’indagato. Ha gettato discredito anche su una azienda molto stimata a Corridonia, che dà lavoro a tanti operai. I dipendenti della Men’s Shoes hanno tutti manifestato solidarietà a Enzo, e sono andati a trovarlo all’ospedale di Ancona".

 

"Alcuni, con le lacrime agli occhi, hanno rassicurato Enzo: “ora che non c’è più Moroni il clima in fabbrica è divenuto sereno e stiamo lavorando più tranquilli. Tu pensa a guarire, all’azienda pensiamo noi”. Questo rapporto l’aggredito e i lavoratori smentisce quanto sostenuto dal difensore di Moroni. Trovandosi in difficoltà, con l’ultima sparata ha veramente toccato il fondo fuorviando e ingannando l’opinione pubblica".

 

Il legale dà dunque una ricostruzione precisa di come sarebbe andata l’aggressione: "Aggrappandosi con la mano sinistra sulla manovia, in quel momento ferma, e impugnando con la destra un martello tutto in ferro, Moroni ha colpito Verdicchio sulla parte frontale sinistra. Quest’ultimo, svolgendo il suo lavoro, si era limitato a chiedergli di dedicare maggiore attenzione all’attività produttiva".

 

"Dopo aver sferrato il midiciale colpo, l’aggressore ha ritratto il braccio impugnando ancora il martello, che poi ha lasciato cadere sul pavimento scappando dalla fabbrica. Verdicchio è stramazzato a terra in stato di incoscienza, è stato portato d’urgenza a Torrette e immediatamente sottoposto a due interventi alla testa. Dopo l’arresto di Moroni giustamente il Pm ha chiesto una misura custodiale e il Gip Bonifazi ha imposto i domicilia.

 

"La violenta martellata ha messo certamente in pericolo la vita di Verdicchio. E mentre l’aggredito era in prognosi riservata, Moroni, tramite il proprio difensore, invece di tenere un comportamento silenzioso, iniziava una ulteriore aggressione mediatica. Avrebbe dovuto soltanto chiedere scura e pentirsi del gravissimo gesto posto in essere, che ha quasi ucciso proprio la persona che l’aveva fatto assumere in fabbrica. A breve l’inchiesta sarà chiusa, l’indagato va immediatamente processato. Per fortuna Verdicchio in questi giorni è stato circondato dall’affetto e dalla solidarietà di una marea di persone e spera solo che le aggressioni, fisiche e morali, infondate e assurde, cessino definitivamente".

 









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