Corridonia, 6 aprile 2008 - Ci sarebbero palesi contraddizioni nelle dichiarazioni rilasciate sull’aggressione avvenuta alla 'Men’s Shoes' il 22 febbraio. E’ quanto afferma l’avvocato Federico Valori in difesa di Mauro Moroni, l’operaio accusato del tentato omicidio del titolare della ditta, Enzo Verdicchio (nella foto). A conferma della sua tesi, il legale ha raccolto le dichiarazioni del medico di Torrette che si occupò dell’imprenditore: secondo il medico, Verdicchio disse di essere stato colpito da un martello lanciato da un operaio. Questo documento verrà depositato in procura, e se ne parlerà anche il 15 aprile, nell’udienza al tribunale del riesame per chiedere la revoca degli arresti domiciliari per l’operaio.
"Secondo l’accusa — ricorda l’avvocato Valori —, Verdicchio avrebbe ripreso Moroni su come stava lavorando una scarpa. E Moroni per tutta risposta avrebbe scavalcato la manovia e si sarebbe scagliato contro Verdicchio, colpendolo in testa con il martello. Ma questa ricostruzione appare difficile da sostenere: la manovia era in funzione e non può essere disattivata da chiunque, inoltre si tratta di un macchinario alto un metro e mezzo, e Moroni non è un gigante. Ma non solo. Il 4 marzo è stata sentita la moglie di Verdicchio, Mariella Bellesi, e il 6 è stato sentito Verdicchio: anche nelle loro ricostruzioni ci sono dei particolari contrastanti: ad esempio, lei dice che il marito si rivolgeva a tutti gli operai; lui invece sostiene di essersi avvicinato a Moroni per parlare con lui".
La tesi della difesa è invece che Verdicchio abbia provocato con insistenza Moroni fino a tirargli una scarpa, colpendolo al viso. E Moroni, per reazione, gli avrebbe scagliato il martello. «A conferma di questa ricostruzione ci sono anche le dichiarazioni del dottor Massimo Fazzini di Torrette. Nel suo certificato, avevo letto che il paziente era stato “colpito da un martello lanciato da un operaio”. Per maggiore chiarezza, ho voluto sentire il dottore che ha confermato tutto: il paziente, che era cosciente e presente a se stesso, gli disse che un operaio gli aveva tirato contro un martello. E del resto, questo è quanto afferma anche un’altra operaia presente in fabbrica in quel momento.
Dunque a questo punto, mi sembra chiaro che Verdicchio e sua moglie vogliano solo aggravare la posizione di Moroni, una cosa immorale oltre che illecita. Entrambi non sanno dare un movente plausibile, non sanno spiegare perché Moroni, di fronte a un semplice richiamo, possa aver reagito in maniera tanto violenta, scavalcando la manovia e andando deliberatamente a colpire in testa Verdicchio. Moroni non è una persona notoriamente aggressiva, un violento: ha solo avuto uno scatto d’ira dopo ripetute provocazioni. Un gesto di cui per altro si è pentito immediatamente: dopo il fatto venne allontanato dalla fabrica, ma poi lui andò dai carabinieri per informarsi delle condizioni di Verdicchio, e tuttora è dispiaciuto per quanto fatto. Ma non si può dire che lui volesse uccidere l’imprenditore". A breve la procura chiuderà le indagini sul caso. Intanto, il 15 il trbunale del riesame dovrà decidere se revocare la misura degli arresti domiciliari.
Paola Pagnanelli
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