Segnalato alla procura dei minori anche un ragazzino macedone. I furti erano stati messi a segno in negozi e abitazioni di Macerata e Civitanova. L'indagine, che è andata avanti per sei mesi, ha permesso di recuperare decine di oggetti in oro, telefonini, videocamere, pc e macchine fotografiche
Macerata, 3 aprile 2008 - Tre giovani albanesi sono stati arrestati dalla squadra mobile di Macerata con l'accusa di aver messo a segno una serie di furti in appartamenti ed esercizi commerciali di Macerata e Civitanova. Segnalato alla procura dei minori un ragazzino macedone già affidato in precedenza ad una comunità.
Dall'indagine, che è andata avanti per sei mesi, gli agenti hanno recuperato decine di oggetti in oro, telefonini videocamere, pc e macchine fotografiche digitali frutto dei colpi, e che ora verranno restituiti ai proprietari.
In manette sono finiti Edison Karmeshtna, e Elijon Jazxhi, 22 anni, e Indrit Hasani, 19, tutti residenti a Macerata. Gli albanesi sono accusati di aver messo a segno una quindicina di furti grazie alle indicazioni di un italiano.
L'uomo forniva alla banda le indicazioni di appartamenti occupati da giovani entraineuse, che venivano derubate mentre erano al lavoro. Gli oggetti sottratti alle ragazze venivano poi ricettati con la complicità di altre persone, spesso commercianti compiancenti. Tutti e tre gli albanesi hanno ottenuto gli arresti domiciliari.
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