Dopo un primo intervento di by-pass la donna, originaria di San Ginesio, dovette subire un'ulteriore operazione per rimuovere una garza lasciata nel torace. Secondo l'accusa ci sarebbe un nesso con la morte avvenuta due mesi dopo, di parere avverso i medici
San Ginesio, 2 aprile 2008 - Verrà nominato un pool di esperti, probabilmente costituito da un medico legale, un cardiochirurgo e un radiologo, per far luce sulla morte di Maria Guglielmi, 77 anni, di San Ginesio, deceduta il 22 luglio 2004 dopo due successivi interventi chirurgici all'ospedale Lancisi di Ancona.
La seconda operazione si era resa necessaria per rimuovere una garza lasciata nel corpo della paziente durante un intervento di applicazione di by-pass il 12 maggio 2004.
La procura di Ancona chiese il rinvio a giudizio, con l'accusa di cooperazione in omicidio colposo, di due chirurghi (Michele Danilo Pierri e Carlo Zingaro) e due infermiere addette alla sala operatoria (Alessandra Pignocchi e Roberta Simonetti), cioè dell'equipe che eseguì il primo intervento.
Oggi il gup ha accolto la richiesta dei difensori di procedere a una nuova perizia, ma con la procedura di incidente probatorio, così come eccepito dalla parte civile costituita. L'incarico agli esperti verrà conferito all'udienza del 29 maggio prossimo.
Secondo l'accusa ci sarebbe un nesso tra la garza dimenticata nel corpo della donna e la sua morte avvenuta due mesi dopo. Secondo la difesa, invece, nessun nesso sussisterebbe tra il fatto e il decesso che sarebbe avvenuto per le già compromesse condizioni di salute della Guglielmi. Le infermiere, invece, respingono gli addebiti, sostenendo che non avrebbero in alcun modo potuto lasciare loro la garza nel torace.
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