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SANITA' SOTTO ACCUSA

Morta dopo l'operazione, mistero sul caso di Irina

I consulenti impiegheranno tre mesi circa per valutare i risultati dell’autopsia, dando indicazioni sulle eventuali responsabilità colpose attribuibili all’équipe chirurgica diretta dal professor Bertani. Una volta completati, la procura dovrebbe rilasciare il nulla osta necessario per la sepoltura della donna
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Iryna narizhna Macerata, 2 aprile 2008 - Si è conclusa solo nella tarda serata di ieri l’autopsia sul corpo di Irina Narizhna, la giovane mamma morta in seguito a un intervento di plastica al seno. I consulenti nominati dalla procura di Ancona infatti hanno dovuto fare i conti con il fatto che il corpo, ormai da dieci giorni in cella frigorifera, era congelato.

 

Ecco perché tutte le operazioni sono state ritardate. L’esame è stato condotto da un medico legale di Bologna e da un chirurgo plastico di Roma, incaricati dal Pm Mariangela Farneti. Ma all’accertamento erano presenti anche il medico legale Tagliabracci e dal chirurgo plastico Parodi di Udine, nominati dall’avvocato Alessandro Scaloni in difesa dei quattro medici indagati.

 

I consulenti impiegheranno tre mesi circa per valutare i risultati dell’autopsia, dando indicazioni sulle eventuali responsabilità colpose attribuibili all’équipe chirurgica diretta dal professor Bertani.

 

L’ucraina aveva 35 anni, non fumava, non assumeva farmaci che aumentano il rischio di trombosi: perché dunque dopo l’intervento è rimasta vittima di un’embolia? Sarà questo il punto da chiarire con le indagini medico legali. Inoltre, bisognerà valutare se le cure prestate alla donna dopo i primi sintomi siano state tempestive e adeguate.

 

Completata, la procura dovrebbe finalmente rilasciare il nulla osta necessario per la sepoltura della donna. Ma anche qui le cose non saranno affatto semplici. Subito dopo la morte di Irina, il suo fidanzato, l’operaio treiese Marco Bravi, aveva organizzato una cerimonia funebre alla chiesa del Santissimo Crocifisso di Treia.

 

Ma al rito vorrebbero prendere parte anche i familiari della giovane, che però stanno incontrando molte difficoltà, pratiche e burocratiche, per venire in Italia. "Ho fatto tutto quello che potevo — ha detto ieri un’amica di Irina, Larissa Kalakutina —, ma non sono riuscita a ottenere i documenti per loro, il certificato di morte che renderebbe più rapida la concessione del visto. Tra l’altro, loro hanno anche pochi mezzi per affrontare il viaggio, e praticamente nessuno mi ha chiamata per aiutarli. Purtroppo non so più cosa fare, e devo arrendermi".

 

E' invece ormai imminentel’arrivo dalla Nigeria dell’ex marito dell’ucraina, che per seguire le formalità ha nominato l’avvocato Graziano Pambianchi. Per ora, sembra che l’uomo voglia solo occuparsi della figlia di otto anni, Vanessa, che al momento vive a Treia con la famiglia di Marco Bravi.

 

Alla piccola, il fidanzato della mamma sta cercando di garantire una quotidianità quanto più possibile simile a quella che aveva prima che la donna se ne andasse. La bimba è tornata a scuola, tra i suoi amici, sempre accompagnata da Bravi o dalla madre di lui. Tra loro era nato un legame molto forte, che ora sembrerebbe molto doloroso dover spezzare. Per Vanessa, il tribunale ha nominato come curatore l’avvocato Mario Pinelli.

 









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