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DOPO TRE MESI

Solo slogan e promesse, nei cantieri vince l'insicurezza

Dopo tre mesi dalla prima inchiesta 'Il Carlino' è tornato a fotografare la situazione nei cantieri maceratesi. Ma, in tema di sicurezza, la situazione non è cambiata. Operai che si attorcigliano tra le impalcature con cappellini di stoffa, jeans e maglioni abbinati a scarponi e nessun segno di imbracatura
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Il viaggio nei cantieri maceratesi Macerata, 2 aprile 2008 - Dopo tre mesi dalla prima inchiesta, il Carlino torna a fotografare la situazione nei cantieri maceratesi: via Trento e quartiere Vergini, in particolare. Lavori che procedono speditamente, alcune case già abitate, operai indaffarati e terminare il lavoro, geometri o ingegneri con la piantina dello stabile in mano. Un quadro idilliaco, in cui tutto sembra funzionare alla perfezione.

 

Peccato però, che quanto doveva cambiare (stando ai proclami di maggior controllo e responsabilità arrivati da più parti dopo la nostra prima inchiesta) è rimasto com’era: in tema di sicurezza, i casi di inosservanza della legge non sono diminuiti. Operai che si attorcigliano tra le impalcature con cappellini di stoffa che non hanno nulla a che vedere con i caschi protettivi. Jeans e maglioni abbinati a vecchi scarponi.

 

Ma il vero optional della situazione, è l’imbracatura. E se oggi lo scenario non ha dato segnali di miglioramento, le cose sono destinate a cambiare. Ieri, infatti, dopo trent’anni, il consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Più responsabilità, quindi, soprattutto per gli imprenditori che da oggi avranno qualche pensiero in più. Entriamo nel dettaglio.

 

Il decreto contiene tutte le norme già presenti del decreto del 1994, oltre ovviamente a una serie di altre misure già esistenti. Alle imprese, sono concessi 90 giorni per l’adeguamento alle nuove norme. La prima novità riguarda l’estensione delle direttive sulla sicurezza, a tutti i lavoratori e lavoratrici 'subordinati e autonomi', fatta eccezione dei lavoratori che effettuano prestazioni occasionali di tipo accessorio (ai quali si applica l’articolo 70 del decreto legislativo 276 del 2003).

 

Le sanzioni possono arrivare fino all’arresto tramutabile in ammenda (da 5 a 15mila euro), per quei datori di lavoro che non rispettano gli obblighi sulla sicurezza. In caso di incidenti mortali, quando vengano riscontrate responsabilità da parte dell’azienda, sono previste anche sanzioni amministrative fino a un milione e mezzo di euro con la sospensione dell’attività. Scattano, solo in questi casi, l’interdizione alla collaborazione con le Pubbliche amministrazioni e alla partecipazione ai pubblici appalti e gare d’asta.

 

Ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, vengono attribuiti compiti e funzioni precise. Potranno essere eletti in tutte le aziende a prescindere dal numero dei dipendenti. In sostanza, i lavoratori hanno la possibilità di avere una rappresentanza che vigili sulla corretta applicazione delle norme (obbligatorie) sulla sicurezza. Per quanto riguarda la formazione, è stata promossa l’attività per la formazione dei datori di lavoro.

 

Fra tre mesi, il Carlino tornerà a dare un’occhiata nella speranza che, stavolta, inchieste giornalistiche e decreti legislativi possano davvero far capire che un luogo di lavoro sicuro sia meglio per tutti. Al di là di quegli slogan o di quelle promesse di rito di cui, francamente, ci siamo stancati.

Paola Verolini










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