IL CASO DI IRINA
Muore dopo la plastica al seno, il dramma della figlia
La bambina è stata affidata temporanemente alla famiglia del nuovo compagno italiano di Irina, a Treia (Macerata), ed è seguita dai Servizi sociali, ma non è ancora chiaro quale sarà il suo futuro
Macerata, 29 marzo 2008 -
La morte di Irina Nariznha (foto), l'ucraina di 35 anni deceduta dopo un intervento di plastica al seno ad Ancona, ha in sé un ulteriore dramma: la sorte di sua figlia di 8 anni. Irina aveva avuto la bambina da un ex compagno nigeriano, che ora è nella sua terra. La bambina è stata affidata temporanemente alla famiglia del nuovo compagno italiano di Irina, a Treia (Macerata), ed è seguita dai Servizi sociali, ma non è ancora chiaro quale sarà il suo futuro.
Il padre naturale, del quale porta il cognome, in passato aveva lavorato come saldatore in Italia. Tornato in patria, non era più stato riammesso nel nostro Paese, secondo il suo legale, l'avvocato Graziano Pambianchi, per problemi legati ai documenti. All'inizio di marzo l'uomo ha presentato al Consolato italiano a Lagos una nuova istanza di ricongiungimento familiare con la figlia. La morte, una settimana fa, della madre della bimba ''rende ancora più urgente il rientro dell'uomo in Italia, magari con un permesso speciale per motivi umanitari'', sostiene il suo difensore.
Ma un ulteriore ostacolo burocratico è rappresentato dall'impossibilità - almeno fino ad oggi - di ottenere un certificato che attesti la morte di Irina Nariznha, da inviare a Lagos. ''Il Comune di Ancona sostiene di aver bisogno di un nulla osta della procura'', afferma Pambianchi, secondo il quale anche i genitori ucraini della vittima, anche loro pronti a prendersi cura della nipotina, potrebbero trovarsi di fronte al medesimo rimpallo di responsabilità. Pambianchi ha così chiesto alla procura di autorizzare il rilascio del certificato, mentre per quanto riguarda la perizia necroscopica di martedì, il suo assistito non nominerà un proprio consulente, e si affiderà ai periti del pm.