Macerata, 28 marzo 2008 - Marcatamente ironico, determinato ma anche emozionato: "Nel 1974 sono stato professore all’Università di Macerata. E’ stata l’esperienza più bella della mia vita". Ha esordito così l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti ieri alla Filarmonica accolto dall’applauso di oltre 400 persone.
"Ricordo un episodio — ha aggiunto il candidato alla Camera per il Pdl — Ero arrivato in stazione, venivo da Civitanova, una telefonata mi ha annunciato la nascita della mia bambina. Nel pomeriggio avevo un fiocco rosa sulla cattedra". Elegante, tranquillo e più insolito del solito, soprattutto nel modo di raccontare un programma elettorale, quello dell’avversario Veltroni, che al di là di quanto si dice, non è affatto la brutta copia di quello del Pdl. Lui stesso l’ha smentito in un susseguirsi di 'noi' e 'loro' che sembrava non aver fine.
Petalo dopo petalo ha sbriciolato il programma del Pd per tracciarne un altro, quello che oggi si identifica nello slogan 'Rialzati Italia'. E mentre Veltroni setaccia l’Italia da capo a piedi convincendo gli italiani che 'Si può Fare', Tremonti si è detto "preoccupato per non aver ancora ricevuto un invito a cena, perché le promesse di Veltroni non sono promesse ma tasse, perché pratica un populismo leggero, Veltroni disegna un’immagine dell’Italia di plastica, mentre la realtà è molto più difficile".
E ancora: "E’ l’uomo dai decreti facili, si occupa di desideri più che dei bisogni, rinnega il suo passato…". Nel lungo excursus mirato soprattutto a piegare le gambe al Pd e smontare il nuovo di cui parla Veltroni, arriva, l’Italia che il Partito della Libertà vuole: "Non metteremo mai le mani nelle tasche dei cittadini — ha garantito Tremonti — Ridurremo nel limite del possibile l’Ici sulla prima casa imponendo ai Comuni di non aumentare le tasse".
E senza mai mollare per un solo istante l’avversario Veltroni, ha continuato: "Noi siamo per l’Italia, loro per l’Asia; Veltroni sta dalla parte delle Cooperative, noi siamo per la par condicio di tutti i produttori; loro preferiscono i mulini a vento, noi il nucleare; Veltroni ama la cucina etnica, noi i vincisgrassi; loro vogliono l’immigrazione, per noi è solo un’eccezione; il Pd simpatizza per gay e lesbiche, noi non simpatizziamo; per Veltroni l’unica bandiera che conta è quella della Pace, per noi quella dell’Italia".
Paola Verolini
Martedì prossimo verrà inaugurata la mostra del fotografo Mesco al ristorante 'Il banchetto del fauno'