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Macerata

MULTE & PROTESTE

Le telecamere finiscono in procura

A Macerata, i legali hanno già depositato 130 ricorsi, e molti altri sono in arrivo. Si contesta che l'uso delle telecamere non sia correttamente segnalato. Inoltre, le videocamere violerebbero la privacy perché non riprendono solo la targa, ma tutta la macchina, comprese le persone a bordo

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Le telecamere in centro Macerata, 11 marzo 2008 - Le multe delle telecamere finiscono in procura. Questa mattina, gli avvocati Andrea Di Buono e Lucia Iannino hanno depositato un esposto ipotizzando i reati di truffa e appropriazione indebita. Intanto continuano ad arrivare i ricorsi, da parte di chi ha preso decine di multe e da chi, per colpa del Grande fratello, si è visto scoprire la tresca con l’amante.

 

"Non si tratta di un’operazione politica — precisa l’avvocato Di Buono —. Contestazioni di questo tipo sono state mosse in tutta Italia, e già molti comuni in autotutela hanno annullato le multe". A Macerata, i legali hanno già depositato 130 ricorsi, e molti altri sono in arrivo. "Malgrado in Comune conoscano i rilievi mossi, continuano a incassare i pagamenti delle multe. Per questo abbiamo fatto anche l’esposto alla procura".

 

Ma quali sono le contestazioni? In primo luogo, sostengono i legali, l’uso di telecamere per legge va segnalato con un cartello standard, che prevede la dicitura di area videosorvegliata e l’immagine di una telecamera; le altre forme non vanno bene.

 

Poi vengono contestate le notifiche, fatte (a Macerata come in quasi tutta Italia) da una società con sede a San Marino, la Sapidata: per legge solo i pubblici ufficiali sono autorizzati a notificare gli atti giudiziari. Anche la trasmissione di dati a una società privata non è lecita.

 

Tra l’altro, nei primi verbali veniva citata la Sapidata; ora l’informazione è stata cancellata, e questa è un’altra violazione. Inoltre, le videocamere non riprendono solo la targa, ma tutta la macchina, comprese le persone a bordo; un maceratese è stato ripreso in auto con l’amante, e la foto è finita in mano alla moglie, con le immaginabili conseguenze.

 

E ancora: "Le videocamere in uso a Macerata sono quelle che la Società Autostrade utilizza per il Telepass: fotografano chi passa senza permesso, contro le infrazioni. Invece qui sono usate per la videosorveglianza, fotografando tutto anche quando la Ztl non è in vigore. Ma per la videosorveglianza serve una autorizzazione specifica del ministero degli Interni". Infine, non sarebbe lecito neppure che i dipendenti dell’Apm, che non sono pubblici ufficiali, si colleghino alla banca dati del Comune per le sanzioni.

 

Dunque le multe sono state contestate per le irregolarità nelle notifiche, che le renderebbero nulle, e per le violazioni alla privacy, che sono illeciti penali. Molti, tra cui il marito fedifrago, hanno chiesto al giudice di pace anche il risarcimento del danno

 

 Alla fine, invece di intascare migliaia di euro per le multe, il Comune si potrebbe trovare a doverli pagare. A deciderlo sarà la magistratura. La prima udienza, davanti al giudice di pace Vita, è stata fissata a giugno.

Paola Pagnanelli










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