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Macerata

TRIBUNALE

"C'è una bomba, siamo le Br"

Una telefonata anonima al centralinista del palazzo di giustizia, ha fatto scattare l'allarme. Dipendenti e avvocati sono stati fatti uscire sotto la pioggia. Dopo una decina di minuti è stato possibile rientrare

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Tribunale di Macerata Macerata, 6 marzo 2008 - "C'è una bomba in tribunale. Siamo le Brigate Rosse". Questa frase minacciosa, pronunciata da un anonimo al centralinista del palazzo di giustizia, ha fatto scattare un allarme ieri mattina, poco prima di mezzogiorno.

 

Tutti, dal presidente Rebori agli operai impegnati nella manutezione, sono dovuti uscire dall’edificio, mentre la polizia controllava i sei piani alla ricerca di qualche ordigno: le ricerche hanno riguardato soprattutto aule, corridoi e bagni, i locali cioè accessibili al pubblico. Dopo una decina di minuti, è stato possibile rientrare.

 

Dipendenti e avvocati, più che allarmati per il pericolo di esplosioni, sono sembrati disturbati dal fatto di dover aspettare fuori sotto la pioggia. Non è la prima volta che al centralino del tribunale arriva una chiamata del genere, e ormai non ci crede più nessuno a questi allarmi; ma se una pausa sul lavoro è sempre gradita, stare al freddo e sotto l’acqua non lo è affatto.

 

Non pochi sono riusciti a rimanere nell’edificio, o proprio davanti alle vetrate dell’ingresso. Tra l’altro ieri il tribunale era parecchio affollato, visto che si tenevano molte udienze civili e penali. E’ possibile che l’anonimo fosse proprio qualcuno coinvolto in qualche processo: magari con questo falso allarme sperava di farlo rinviare. Sulla chiamata comunque indagherà la polizia, per scoprire se sia possibile risalire all’anonimo.










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