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Macerata

TENTATO OMICIDIO A CORRIDONIA

L'accusa di un'operaia: "Intimiditi per non testimoniare"

La moglie e la figlia di Verdicchio, il titolare della 'Men’s Shoes', secondo il racconto dell'operaia le avrebbero intimato di "evitare qualsiasi iniziativa spontanea e di non parlare con nessuno senza averle prima informate"

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Enzo Verdicchio, titolare della Men's Shoes Macerata, 27 febbraio 2008 - Intimidita, per aver testimoniato a favore di Mauro Moroni in merito al tentato omicidio di Enzo Verdicchio (nella foto). E’ quanto afferma una operaia della 'Men’s Shoes', M. M., in un esposto presentato ieri in procura.

 

"Tramite un amico di Moroni — spiega l’avvocato difensore Federico Valori — ho contattato M. M., per sentirla su quanto avvenuto venerdì in fabbrica, e domenica ho verbalizzato le sue dichiarazioni".

 

Lunedì alle, 8 l’operaia è stata chiamata nell’ufficio della moglie di Verdicchio. "Sapeva che un avvocato mi aveva chiamata — racconta l’operaia —, e mi ha chiesto cosa avessi detto. Le ho risposto che, stando a pochi metri da Moroni, avevo sentito Verdicchio insultarlo chiamandolo buffone, morto di fame, pezzente; poi lui si era scagliato contro Moroni tirandogli una scarpa, e a quel punto Moroni gli aveva lanciato il martello che aveva in mano. La moglie di Verdicchio allora mi ha detto che era tutto falso: Moroni, secondo lei, si era arrampicato sulla manovia per colpire Verdicchio, che non lo aveva provocato".

 

"Intorno alle 9 — prosegue —, la figlia del titolare ha convocato i dipendenti, e additandomi ha chiesto se altri avessero parlato con un avvocato. Poi la figlia di Verdicchio ha ripetuto che la mia versione era falsa, fino a che un gruppo di pakistani hanno iniziato a darle ragione. Madre e figlia hanno poi intimato con fare perentorio i dipendenti per evitare iniziative spontanee, dicendo di non parlare con nessuno senza informarle. La figlia si è infine rivolta a me, dicendo che ero “senza coscienza”, e che non potevo infangare suo padre".

 

"Moroni deve pagare per quello che ha fatto — ha concluso l’avvocato Valori —, non per una vendetta di clan. La procura lo accusa di aver colpito più volte Verdicchio, ma questo agli atti non risulta: l’unico testimone sentito, un operaio pakistano, ha detto solo che Moroni lo ha colpito".

Paola Pagnanelli










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