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Prezzi alle stelle, ma l'Osservatorio non funziona

Mentre la Regione mette 75 prodotti 'sotto chiave', il comune di Macerata è una delle poche amministrazioni a non disporre di un Osservatorio 'legittimato' dall’Istat che, mese per mese, elenchi i prezzi dei prodotti di largo consumo

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spesa Macerata, 17 febbraio 2008 - I conti non tornano all’ufficio Statistica del comune di Macerata. Infatti, mentre la Regione mette 75 prodotti 'sotto chiave', e mentre proprio sui prezzi si gioca la partita di tante famiglie (nonché del prossimo governo), il comune di Macerata è una delle poche amministrazioni a non disporre di un osservatorio 'legittimato' dall’Istat.

 

Una sorta di paniere locale, cioè, dove elencare mese per mese i prezzi dei prodotti di largo consumo, per poi analizzarne le dinamiche, tra sconti e rincari più o meno motivati. A dire la verità un osservatorio dei prezzi, il Comune, ce l’ha. Deve averlo per legge. Solo che non può essere reso pubblico, perché "la rilevazione — sottolinea Mauro Politi della direzione centrale Istat — è stata effettuata in modo non conforme alle norme impartite dall’istituto nazionale di statistica".

 

C'è un disciplinare, anche piuttosto corposo, alla base delle rilevazioni — spiega Politi —: tanto per fare un esempio, serve un certo numero di quotazioni per ciascun prodotto. Cioè di ogni prodotto deve essere registrato un certo numero di prezzi, rilevati da esercizi diversi per poi fare una media. E capita che qualche Comune non abbia personale sufficiente".

 

Sta di fatto che nel 2006 le rilevazioni sono state sospese, che sono state riprese nel 2007 ma solo relativamente ai capitoli di spesa, e che prima del 2009 non se ne vedranno di più 'specifiche'.

 

"E’ probabile  — conferma Politi — che per tutto il 2008 per il comune di Macerata non si possa procedere all’autorizzazione alla diffusione di dati più disaggregati di quelli relativi ai capitoli di spesa". In pratica si saprà la tendenza di prezzo generica degli alimentari, dell’abbigliamento, dell’energia.

 

Ma non sarà dato sapere, per tutto il 2008 almeno, se ad aumentare è il prezzo del pane, di una cena al ristorante o della bolletta del gas. Viene meno, in sostanza, uno degli scopi per cui gli osservatori sono stati istituiti, che non è solo quello di analizzare dall’esterno la dinamica dei prezzi, ma anche in qualche modo scoraggiare, per il solo fatto di essere tenuti sott’occhio, eventuali speculazioni o aumenti immotivati.

 

Così mentre la Regione sbandiera il patto con Mister Prezzi, (75 prodotti messi sotto lucchetto per sei mesi), in Comune poco o nulla si muove. Ieri, proprio ad Ancona, c’è stata la firma dell’accordo tra il garante Antonio Lirosi (Mister Prezzi, appunto), il presidente della Regione Gian Mario Spacca e diverse associazioni di categoria (Confcommercio, Confersercenti, grande distribuzione e associazioni di consumatori).

 

Il blocco dei prezzi prenderà il via dal primo marzo e si protrarrà per sei mesi. I prodotti interessati dall’iniziativa, che verranno contrassegnati con un lucchetto, sono quelli di largo consumo esclusi quelli ad alta deperibilità (ortofrutta, latte fresco, pesce). Sono stati individuati un paniere di 75 prodotti per la grande distribuzione, uno di 50 per la media e uno di 25 per la piccola.

Benedetta Iacomucci

 









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