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ALESSANDRO BERDINI SI RACCONTA

"L'atletica è fatica e sudore, poi vinci e sei ripagato"

Nuova intervista a uno dei partecipanti all'iniziativa 'Lo sportivo dell'anno'. Alessandro Berdini, vent'anni, portacolori dell’Atletica Avis

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Alessandro Berdini Macerata, 6 febbraio 2008 - A soli vent’anni Alessandro Berdini, portacolori dell’Atletica Avis di Macerata, è già un nome importante dell’atletica italiana. "Ho in bacheca quattro titoli italiani — esordisce — conquistati in epoche diverse. Il primo l’ho vinto a 14 anni nei 300 metri, poi nel 2006 al PalaIndor di Ancona ho ottenuto il titolo assoluto nella staffetta 4x200 e l’anno scorso sono salito due volte sul gradino più alto del podio, sempre nei 400 metri piani nella categoria Junior: a Genova nei campionati italiani indoor e a Bressanone in quelli outdoor".

 

La sua avventura in Nazionale? "Ho indossato la maglia azzurra sei volte, di cui due in occasioni dei campionati mondiali e una agli Europei, sempre di categoria". Qualche delusione bruciante? "Più che di delusione io parlerei di rammarico. Nel 2007, per esempio, a Hengelo, in Olanda, ho sfiorato la finale dei 200 agli Europei: primo degli esclusi per due soli millesimi di secondo. Nel 2006 a Rieti persi la finale dei 100 ai campionati italiani per falsa partenza".

 

Un passo indietro: com’è entrata l’atletica nella sua vita? "Avevo appena 10 anni e con alcuni amici volevamo fare sport. Non sapendo cosa scegliere, provammo quasi per gioco questa disciplina. Da allora non mi sono più allontanato".

 

Chi è stato l’allenatore che l’ha aiutata maggiormente in questi anni? "Uno solo: Luca Ciaffi. Più che un allenatore lo ritengo un grande amico, uno sempre pronto a risolvere i problemi. Mi sono affidato completamente a lui e credo di aver fatto la scelta giusta".

 

L’atletica per Berdini è soddisfazione o sacrificio? "E’ chiaro che per arrivare a certi livelli, qualsiasi cosa si faccia nella vita, ci vogliono sacrificio e dedizione. Il lavoro paga sempre e quindi dopo arrivano anche le gioie e le soddisfazioni che compensano ampiamente i sacrifici".

 

La sua specialità è la velocità: quali distanze predilige? "Pratico i 100 metri e i 200, ma credo che in futuro mi dedicherò principalmente ai 400". Oltre all’atletica prosegue gli studi universitari? "Sì, sono iscritto (per la verità senza grande successo) alla facoltà di Scienze, tecnologie e fitness all’università di Camerino".

 

I suoi hobby? "Attualmente sto frequentando un corso per allenatori per conto della mia società. Quando ho tempo libero mi piace dare una mano ai miei genitori che gestiscono un ristorante in città. E confesso che mi diverte abbastanza stare dietro i fornelli".

 

L’amore? "Sono fidanzato con Martina, una ragazza di Reggio Emilia che fa atletica come me. Ma per via della lontananza ci vediamo solo ogni venti giorni". Il suo rapporto con Macerata? "Ottimo. E’ una città tranquilla che mi permette di allenarmi bene perché ho tutto a disposizione".

 

Il suo sogno nel cassetto? "A livello umano realizzarmi nella famiglia e nel lavoro, a livello sportivo sicuramente le Olimpiadi. Pechino 2008? A 21 anni mi pare un po’ presto, e io non ho molta fretta". Il futuro immediato? "I campionati italiani di sabato e domenica al PalaIndor di Andona. Per arrivare in buone condizioni mi sto allenando duramente tre o quattro volte la settimana una delle quali proprio in Ancona".


Augusto Serrani










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