2008-05-08
ORE CONTATE per il futuro di piazza Matteotti: il Comune è appeso al totonomine del ministro dei beni culturali e attende solo il nome del titolare per partire con la strategia del sindaco Daniele Manca. Ovvero cercare un accordo politico per rimuovere il vincolo che definisce un unicum piazza e obelisco. Della questione si è parlato anche laltra mattina in un incontro tra Comune e associazioni dei commercianti: lamministrazione confida di ottenere la scissione del vincolo entro sessanta giorni, in modo da non dover ottemperare alla sentenza del Tar che ancora una volta ha ordinato alla giunta di ricollocare il monumento nella sua vecchia casa. Ci sarebbe inoltre un accordo di massima con la Soprintendenza proprio su questo tema, ma dal Municipio non arrivano conferme in tal senso.
Ad agitare le acque comunque ci pensa Riccardo Mondini, capogruppo in consiglio dellUnione di centrodestra, che replica alle varie ipotesi di cambio di destinazione della stele (forse verrà cassata lidea di piazza Bianconcini): «Nessuno, neanche il presidente della Repubblica o tantomeno il presidente del Consiglio, ammesso lo vogliano, possono a oggi destinare il monumento altrove. Neanche i comitati che hanno contrastato lamministrazione inadempiente. Tanto meno si più pensare di stabilire altri luoghi di destinazione sia pure interessanti ma pervenuti ormai tardivamente».
Poi Mondini non lesina il sarcasmo: «Il viaggio della speranza a Roma del neonato sindaco Manca dice è destinato a sortire effetti solamente verso le trattorie di Trastevere. Un bene culturale come il monumento non è disponibile privatamente come un appartamento di proprietà: una non ottemperanza immediata può trascinare le supreme istituzioni comunali verso un ben più pericoloso risvolto di carattere penale con possibili conseguenze sulla durata di questo appena nato mandato».