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ARRIVA scortato dalla polizia dopo il caos di ieri pomeriggio a Bologna, ma anche...

ARRIVA scortato dalla polizia dopo il caos di ieri pomeriggio a Bologna, ma anche a Imola trova ad attenderlo fischi, urla e proteste. Non si scompone, Giuliano Ferrara, il leader della lista ‘A...
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2008-04-03
ARRIVA scortato dalla polizia dopo il caos di ieri pomeriggio a Bologna, ma anche a Imola trova ad attenderlo fischi, urla e proteste. Non si scompone, Giuliano Ferrara, il leader della lista ‘Aborto? No, grazie’ che ieri sera ha fatto tappa all’Hotel Donatello per la sua battaglia ‘Pro life’. Era praticamente scappato da Bologna, dove la manifestazione in piazza Maggiore è stata interrotta da una violenta contestazione, ed è arrivato al Donatello prima del previsto. Accompagnato dalla polizia e in tempo per evitare l’incontro ravvicinato con un gruppo di un centinaio di donne imbufalite. E i cartelli gridano: «Giù le manacce dalla 194».
Chi sono? Le targhe stanno in cima ai volantini firmati dal coordinamento donne Cgil, dal coordinamento pensionate dello stesso sindacato, dall’Udi, dalla Cicoria e da Trama di terre. Tutte a lanciare un appello: «L’aborto è una sconfitta, decidere del proprio corpo e della propria vita è un diritto». E tutte a respingere «i toni della campagna contro la legge 194».
Fuori i fischi. E dentro Giuliano Ferrara, tranquillo. «Non mi fermerò — dice —. Parlerei volentieri con i contestatori se si calmassero e sedessero con me».
Seduti, nel salone del Donatello, c’erano invece i calmi supporter di Ferrara. Circa duecento persone interessate ad ascoltare le ragioni del giornalista controcorrente diventato leader di ‘Aborto? No grazie’. In platea il candidato sindaco Antonio Pezzi, il socialdemocratico Roberto Vuilleumier (candidato al Comune per il Pdl invita per le politiche a ignorare Berlusconi e votare Ferrara), l’azzurra Angela Labanca che si avvicina a Ferrara e gli dice: «Dobbiamo collaborare».









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