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di PATRICK COLGAN
SARA’ sepolto al Piratello Matteo Bagnaresi, l’ult...

di PATRICK COLGAN
SARA’ sepolto al Piratello Matteo Bagnaresi, l’ultrà 27enne del Parma nato a Imola e morto domenica in un’area di servizio in Piemonte, travolto da un pullman...
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2008-04-03
di PATRICK COLGAN
SARA’ sepolto al Piratello Matteo Bagnaresi, l’ultrà 27enne del Parma nato a Imola e morto domenica in un’area di servizio in Piemonte, travolto da un pullman di tifosi della juventus. Un incidente seguito, secondo la prima ricostruzione dei fatti, a momenti di tensione fra ultrà di opposte fazioni. Ieri ad Asti si è stata eseguita l’autopsia, che ha confermato la morte per schiacciamento del torace.

I FUNERALI si terranno sabato mattina alle 11 alla comunità Betania di Parma, di don Luigi Valentini, che si occupa di disagio e tossicodipendenza. Qui Matteo svolgeva spesso attività di volontariato. La messa sarà officiata dal parroco di Santa Cristina, don Luciano Scaccaglia. Un prete ‘di frontiera’, noto per la sua vicinanza ai giovani dei centri sociali e per le sue posizioni critiche nei confronti della Chiesa, ma anche per il suo impegno per gli immigrati, i tossicodipendenti, i poveri. Poi la salma di Bagnaresi sarà trasporata a Imola, dove sarà tumulata al Piratello. A Imola vivono molti parenti di Matteo, che tornava spesso in città.

«CONOSCEVO Matteo — racconta don Scaccaglia —, ma soprattutto la sua famiglia. Io ho una comunità con la quale mi occupo di accoglienza, di immigrati, di senzatetto, e Matteo ci è sempre stato vicino. Con me è sempre stato disponibile, corretto. Siamo stati vicini anche in occasioni di contestazioni a favore dei più deboli, perché lui faceva parte di un gruppo impegnato su questo fronte. Ma si è trattato sempre di contestazioni pacifiche. Se era un violento? No, non era come lo hanno descritto alcuni».
Don Scaccaglia ricorda anche un episodio in particolare: «Ci fu un giorno in cui degli immigrati furono sgomberati da una cartiera che avevano occupato — continua — e occuparono la mia chiesa. Fui lieto di aprire loro le porte della chiesa, e Matteo fu fra i più attivi a portare cibo, coperte, ad aiutare. Lo ricordo come un ragazzo generoso, di animo gentile».

IL SACERDOTE parla quindi della passione di Matteo Bagnaresi per il calcio: «Era un Boys (gli ultrà del Parma, ndr), un Boys convinto ma non un violento. E alla sua grande passione per il calcio univa anche valori più importanti e autentici, come la solidarietà e l’accoglienza».









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