Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato d'aver smesso di giocare a golf cinque anni fa, nel 2003: "Sento di doverlo alle famiglie delle vittime"
Washington, 14 maggio - George W. Bush ha rinunciato al golf per rispetto ai soldati morti in Iraq, giunti oggi a quota 4.077. "Non volevo che qualche mamma che avesse appena perso il figlio vedesse il comandante in capo giocare a golf" ha detto Bush.
"Sento di doverlo alle famiglie per essere il più solidale possibile con loro". L'evento che convinse il presidente a smetterla con uno dei suoi sport preferiti, il 19 agosto del 2003, non fu la morte di un soldato americano (a cinque mesi esatti dall'inizio dell'invasione ne erano già caduti oltre 250) ma quella dell'inviato dell'Onu a Bagdad, Sergio Vieira de Mello, ucciso in un devastante attentato a Baghdad.
«Stavo giocando in Texas quando de Mello venne ucciso. Mi hanno avvertito facendomi spostare dal percorso di golf. Ricordo di aver pensato che non l'avrei più fatto» sentenziò solenne Bush.
Ma qualcuno mette in dubbio l'accuratezza del ricordo presidenziale: secondo la Cbs Bush avrebbe continuato a giocare a golf per altri due mesi, almeno fino al 13 ottobre 2003. All'epoca i caduti Usa avevano quasi raggiunto i 350 morti.