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Caro benzina, fuga dai distributori:
Nel 2008 netto calo dei consumi

Le famiglie sembrano più parsimoniose nell'impiego dell'auto e le vendite di carburanti dall’inizio dell’anno registrano una diminuzione del 10%. I gestori chiedono al Comune di ridurre i punti vendita che restano aperti la domenica

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Benzina Forlì, 24 giugno 2008 - Proprietari di Bmw e Mercedes che si limitano a dieci euro di benzina, automobilisti che dal gommista cercano pneumatici usati pur di risparmiare. Il carovita colpisce la macchina, uno dei beni più costosi. Con risvolti in parte immaginabili, in alcuni casi sorprendenti.


"Il calo medio nella vendita di carburanti è attorno al 10% e le spiegazioni sono semplici: benzina e gasolio costano più cari, le famiglie devono tirare la cinghia, l’economia non tira e i nuovi modelli di auto consumano meno", dice Domenico Zannoni, titolare di nove impianti di distribuzione nel Forlivese, l’ultimo dei quali aperto da pochi giorni lungo la via Bidente, a Carpena. "Dall’inizio dell’anno la diminuzione nei consumi di benzina verde si aggira sul 12-13%, il gasolio sfiora il 9% — conferma Ivan Montanari della Esso di viale dell’Appennino 60, stazione di servizio in ristrutturazione che riaprirà a luglio — . Anche per questo abbiamo chiesto al Comune di ridurre il numero di punti vendita aperti la domenica, per contenere i costi dei dipendenti. Tanto la gente fa rifornimento al self service".

Il 2008 è un anno di svolta, a sentire gli operatori dei 54 impianti di distribuzione presenti a Forlì. Le famiglie sembrano più parsimoniose nell’uso dell’auto, soprattutto per il tempo libero. Succede lo stesso in tutta Italia: secondo i dati dell’Unione Petrolifera, la contrazione nei consumi di carburanti ha raggiunto il 20% a Bologna, Firenze e Torino, addirittura il 30% a Genova.


I continui aumenti del prezzo stanno modificando le abitudini dei consumatori. In passato si andava dov’era più comodo, oggi si presta attenzione a dove la benzina costa meno. "Si possono risparmiare anche 3 o 4 euro a pieno, perciò la concorrenza nel settore si è inasprita — sostiene Enrico Sambi, segretario Faib-Confesercenti — . L’esercente guadagna in media 35 centesimi ogni litro di benzina, a prescindere dal prezzo di mercato: se ne vende di meno le sue entrate diminuiscono. Ecco perché risentono di meno della crisi le imprese che fanno promozioni e applicano sconti per chi fa rifornimento da sè".

I gestori delle stazioni di servizio sono però costretti a seguire le indicazioni delle compagnie petrolifere, che a loro volta stanno rivedendo le strategie commerciali. In questo frangente sono state premiate le società che hanno puntato su una competizione aggressiva sul fronte dei prezzi, come Beyfin. "L’impianto è in funzione da gennaio 2006 e da allora non abbiamo notato variazioni significative", dicono alla stazione di rifornimento di via del Partigiano.

Nel Forlivese il numero degli impianti da qualche anno è rimasto tutto sommato stabile. Gli ultimi arrivati sono in via Cervese e lungo la Bidentina, mentre ha chiuso un’altra pompa in via Bertini, dove passerà la nuova tangenziale. E’ presto per affermare che il caro petrolio abbia inciso sul sistema di trasporti. Però un segnale arriva dall’Atr, che in aprile ha riscontrato un aumento dei passeggeri pari al 3-4%.
 

Fabio Gavelli










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