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OPERAZIONE SICUREZZA

Arrivano i vigili 'robocop': spray urticante e manette

Dall’autunno ai cento agenti operativi i nuovi strumenti anti-aggressori. Il comandante della Polizia Municipale Carlo Di Palma: "Non si tratta di militarizzazione ma di protezione degli agenti"

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Vigili urbani Ferrara, 17 giugno 2008 - Guanti e manicotti in ‘kevlar’, occhiali protettivi anti-schizzo, manette, maschere antigas e bombolette di spray al peperoncino. I Vigili Urbani si trasformano in Robocop? "No, semplicemente sta per partire l’adeguamento della Polizia Municipale ai principi sostanziali di autotutela. Non si tratta di una... militarizzazione".

Il comandante Carlo Di Palma spiega la delibera iscritta ieri all’attenzione del Consiglio comunale, che di fatto apre la strada all’introduzione di strumenti di protezione degli agenti: su tutti, certamente il più curioso è lo spray al peperoncino. Bombolette "prive di retrogas chimici, dunque... rispettose dell’ambiente — sorride Di Palma —, e che non avranno effetto lacrimogeno in caso di utilizzo. Serviranno soltanto a proteggere gli agenti con un effetto urticante". All’interno della bomboletta — ciascuna delle quali costa una trentina di euro —, sarà contenuto soltanto il ‘capsicum’, il principio attivo del vero peperoncino. Ma gli agenti che ne saranno dotati, a partire probabilmente dall’autunno, non potranno utilizzarlo (oltre che per insaporire la pizza) come mezzo di aggressione, magari nei confronti degli automobilisti che contestano una multa: "Sarà attuato un corso di formazione, d’intesa con Questura e Prefettura — prosegue il comandante —, non tanto e non solo per gli aspetti pratici dell’impiego dello spray, ma anche per quelli di carattere teorico. Legati cioè alle circostanze, molto limitate, in cui si potrà ricorrere a questo strumento". Ed ogni... spruzzo, aggiunge subito Di Palma, "dovrà essere indicato su un apposito registro e comunicato immediatamente al Comando: il rapporto servirà ad una valutazione puntuale delle situazioni di sicurezza".

Già, la sicurezza. Quella degli agenti (sollecitata a più riprese dai sindacati oltre che dallo stesso personale della Polizia Municipale), ma anche quella dei cittadini: "Il contesto in cui si inserisce il provvedimento adottato dalla giunta riguarda essenzialmente il primo aspetto — sottolinea Di Palma —, anche se è evidente che l’azione di prevenzione e di contrasto alle situazioni di rischio per la popolazione rappresenta uno dei mandati del nostro Corpo".

Restando però alla cosiddetta ‘autotutela’, continuiamo ad esaminare il kit che nelle prossime settimane sarà dato in dotazione ad un centinaio dei 154 agenti in servizio, quelli con mansioni più spiccatamente operative. Oltre alla bomboletta ‘saporita’, i Vigili Urbani porteranno in cintura un paio di manette, da utilizzare anche in questo caso "in situazioni assolutamente specifiche e di oggettivo pericolo — dice Di Palma —: è evidente che nessuno si trasformerà in sceriffo andando ad arrestare persone in giro per la città, è intuibile però che in alcune circostanze in cui si collabora ad esempio con altre forze dell’ordine, questo ausilio può risultare indispensabile".

Più spiccatamente protettivi gli altri strumenti, destinati anche a migliorare la sicurezza degli agenti in caso di incidente stradale o di eventuale rischio chimico e ambientale: si tratta dei guanti e dei manicotti in ‘kevlar’, lo speciale tessuto antistrappo che protegge da oggetti taglienti o appuntiti, come schegge di vetro piuttosto che da lame di coltello; poi della maschera antigas che sarà fornita alla ventina di agenti destinati già oggi ad una ‘task force’ chiamata ad intervenire in eventuali rischi di carattere chimico. Ed ancora, speciali occhiali protettivi con lenti infrangibili e particolarmente robuste. Infine guanti in cuoio bianco, simili a quelli già oggi in dotazione ai Vigili Urbani ma più robusti, da utilizzare in interventi che comportino il rischio di tagli alle mani.

L’Operazione Sicurezza non comporterà una spesa eccessiva ("parliamo di alcune decine di migliaia di euro", sottolinea il Comandante) e come detto non apre le porte alla trasformazione dei ‘pizzardoni’ nostrani in emuli delle Swat americane. Anche per questo, tra gli strumenti che i Comandi di altre città italiane hanno adottato, non figurano i manganelli: "La legislazione nazionale al proposito non è ancora chiara, non ne ha ‘sdoganato’ la piena liceità — chiude Carlo Di Palma —, in quest’ottica è stata ritenuta ancora un’arma. C’è chi li ha adottati cambiandone il nome, chiamandoli ad esempio... respingenti o paracolpi, ma si tratta di interpretazioni che a Ferrara abbiamo ritenuto di non dare". 

di Stefano Lolli










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