Il nuotatore in partenza per le Olimpiadi premiato da 'Il Resto del Carlino'. In gara contro di lui veri e propri mostri sacri come Michael Phelps. L'obiettivo: "Nella mia gara punto alla semifinale. In staffetta spero nella finalissima"
Ferrara, 13 giugno 2008 - SUPER Mirco Di Tora. Il nuotatore estense ieri mattina è stato premiato da “Il Resto del Carlino” come Atleta dell’ Anno 2007, per il susseguirsi di risultati ottenuti nel corso dell’anno, sequenza di successi sfociata nella convocazione alle Olimpiadi di Pechino.
Un risultato ottenuto grazie alle votazioni di una giuria selezionata di cento persone: a dicembre dell’anno scorso i giurati espressero le proprie preferenze eleggendo lo sportivo dell’anno, la squadra dell’anno, l’evento dell’anno e così via. Mirco Di Tora, con la stragrande maggioranza dei voti, è stato eletto sportivo dell’anno.
Un riconoscimento non scontato ma divenuto sempre più tangibile via via che l’atleta di casa inanellava vittorie raggiungendo traguardi sempre più ambiziosi, come quando nell’agosto scorso, in occasione delle Universiadi di Bangkok, migliorò per ben due volte il suo stesso primato italiano dei 50 metri, e allo stesso tempo stabilì il nuovo primato dei 100 dorso che gli valse la qualificazione agli Europei di Eindhoven.
Successi strepitosi riconosciuti anche dall’attenta giuria che lo ha fatto non a caso salire sul gradino più alto del podio.
E approfittando della presenza in redazione del dorsista più forte d’Italia abbiamo pensato di porgli alcune domande sui Giochi Olimpici e non solo.
Come prima cosa ci puoi dire come ti stai preparando per le Olimpiadi?
«Con allenamenti molto intensi suddivisi tra il mattino e il pomeriggio. Allenamenti che ovviamente diminuiranno di intensità e di qualità con l’approssimarsi dell’evento per arrivare in forze alle prime gare».
Quali saranno gli avversari da battere nei 100 metri dorso e come pensi di piazzarti?
«Difficile pronunciarsi su chi dovrò battere, posso però dire con chi gareggerò, alcuni dei quali sono nomi altisonanti come Michael Phelps, il più grande nuotatore di tutti i tempi, e Aaron Persol, un altro americano detentore dei record mondiali. Per quanto concerne invece il piazzamento, spererei di arrivare in semifinale, obiettivo raggiungibile sulla carta, ma non si può mai dare niente per scontato».
Come vedi invece la staffetta mista che affronterai insieme a Magnini, Terrin e Nalesso?
«L’ obiettivo è di centrare la finale senza ambizioni ulteriori, sarebbe già un grandissimo risultato, ma dovremmo spingere al massimo sin dalle qualificazioni».
Sarai l’unico dorsista italiano?
«Sarò l’unico dorsista veloce ma non l’unico, ci saranno anche i due duecentisti Lestingi e Aversa».
La questione ‘costumone’… Dopo le recenti polemiche sfociate ai ‘Sette Colli’ di Roma, tu cosa indosserai a Pechino?
«Personalmente mi sono sempre trovato bene con il costume dell’ Arena che è lo sponsor della nazionale italiana, ma indipendentemente da questo è dimostrato che l’ultimo nato di casa Speedo, fatto di poliuretano espanso, offre un galleggiamento notevole. Ma si vedrà, alla fine del mese la Federazione dovrà pronunciarsi in merito alla questione, ossia se liberalizzare l’uso del costume o meno e verificare se Arena potrà offrire ai nuotatori impegnati alle Olimpiadi un prodotto tale da garantire le medesime perfomance del body di Speedo».
Parliamo ora della tua famiglia, ti seguirà in Cina?
«Se riuscirà a trovare i pass (annuisce il papà presente all’intervista, ndr) certamente, mi ha sempre seguito in tutti i miei spostamenti».
Concludiamo con il premio che ti abbiamo assegnato, cosa ci puoi dire?
«Fa piacere vedere riconosciuti i propri meriti e poi un ringraziamento sentito va a tutti coloro che mi hanno votato».
di Irene Righetti
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