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LIDO DI VOLANO

Scoppio della villetta, in tre a processo

Un anno fa morì un bimbo di 9 mesi. In via Camosci, tra il 12 e il 13 giugno 2007, esplose la casa dove perse la vita il bimbo. Tutti e tre si sono sempre dichiarati innocenti, sia l'idraulico che il costruttore e il suo dipendente

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Scoppio della villetta a Volano Ferrara, 12 giugno 2008 - SARANNO tutti e tre processati a partire dal 28 ottobre. Gilberto Mangherini, 50 anni di Tresigallo, Mauro Biga, 53 anni di Lido degli Scacchi, e Giuliano Bonazza, 56 di San Giuseppe, dovranno difendersi dall’accusa di omicidio colposo in concorso del piccolo Michele Spagnoli (9 mesi) avvenuto nello scoppio della villetta al lido di Volano esattamente un anno fa. Il giudice Silvia Migliori, al termine dell’udienza preliminare, ha accolto le richieste di rinvio a giudizio del pm Nicola Proto (ieri sostituito in aula dal collega Simone Purgato).
 

L’ACCUSA Mangherini (difeso dall’avvocato Gianluigi Pieraccini), l’idraulico incaricato di effettuare l’impianto del gas al fornello dell’abitazione di via Camosci, avrebbe agito con «imperizia consistita — è scritto nel capo di imputazione — nell’effettuare tale operazione in maniera errata», in particolare «non collegando il flessibile al piano cottura in modo da evitare fuoriuscite di gas ed omettendo di rilasciare la prevista specifica dichiarazione di conformità». La «colpa» di Biga, costruttore e venditore dell’immobile appena acquistato dalla famiglia Spagnoli, sarebbe invece consistita nell’aver venduto la villetta «senza dichiarazione di conformità relativa all’allacciamento del gas al piano cottura» il quale, scrive il pm, si è rivelato «del tutto inadeguato a prevenire fughe di gas» e comunque «senza preventivamente accertarsi che gli impianti fossero a norma».
Infine il terzo e ultimo imputato (difeso come il costruttore dall’avvocato Dario Bolognesi), Giuliano Bonazza. Il dipendente di Biga, «con colpa consistita in imprudenza e negligenza», pur essendo «stato noviziato dai coniugi Spagnoli il 13 giugno 2007 della presenza di forte odore di gas» avrebbe omesso di segnalarlo «e comunque di prendere iniziative volte a verificare la dispersione nell’ambiente».
 

LA DIFESA Tutti e tre si sono sempre dichiarati innocenti. L’idraulico ha sempre sostenuto di non aver eseguito l’allacciamento da muro a fornello; mentre il costruttore e il suo dipendente si sono detti estranei agli addebiti in quanto tutti gli allacciamenti sarebbero stati eseguiti da Mangherini il quale aveva a sua volta fornito la conformità. Il problema, secondo le accuse, è che tale non sarebbe completa, si fermerebbe proprio al muro, e mancherebbe la dichiarazione che garantisce l’impianto dalla parete al fornello.
 

LA TRAGEDIA La notte tra il 12 e il 13 giugno, in via Camosci tutti dormono. Anche nell’abitazione Spagnoli, di Sesto San Giovanni. Una casa che la famiglia ha appena comprato per trascorrere le vacanze: quella è la loro prima notte. Donato, 47 anni, Concetta Spinnato, 39, e il loro bimbetto, nove mesi, sono a letto. All’improvviso il capofamiglia si alza per scaldare il latte al piccino. Si avvicina alla cucina, accende la luce ed è l’inferno. Prima un boato, secco, rompe il silenzio che avvolge l’intero lido di Volano. Poi le grida strazianti di aiuto. Donato, completamente nudo, corre per strada, talmente ustionato e bruciato che i primi soccorritori pensano ad un uomo di carnagione di colore e non bianco. Il piccolo Michele è nella sua cameretta, per la deflagrazione viene colpito alla testa da un calcinaccio, come riferirà l’autopsia. Per lui non c’è nulla da fare, muore sul colpo. Il papà rimarrà in pericolo di vita per più di un mese ricoverato al Centro grandi ustionati di Cesena.
 

A PROCESSO Il 28 ottobre si aprirà il processo per i tre imputati. La famiglia, costituita parte civile con l’avvocato Alberto Bova, vuole la verità sul perchè di quell’inferno che ha portato via per sempre il loro piccolino.
 

di Nicola Bianchi










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