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MAZZETTE IN COMUNE

Arrestati altri due tecnici

Dopo Gardenghi sono stati arrestati Passerini e Turatti. Cinque i casi contestati. Secondo l'accusa avrebbero intascato mazzette da 300 a 1.500 euro. Il pm lancia l'appello: "Chi sa parli e aiuti le indagini. C'è malessere"

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Conferenza Ferrara, 5 giugno 2008 - IMPAZZA ancora la bufera in Comune. Dopo la grana Appaltopoli, e dopo l’arresto dell’ex impiegato infedele Gianni Gardenghi, ieri mattina in manette sono finiti altri due geometri dipendenti. Dall’accusa di concussione dovranno difendersi Ivan Passerini, 36 anni, e Raffaele Turatti, 45. Entrambi i tecnici, dal settore sviluppo economico ed edilizia, per ragioni di opportunità, da qualche tempo erano stati trasferiti ad altre mansioni rispetto a quelle ricoperte prima dell’inchiesta a loro carico (da mesi erano indagati).

LE ACCUSE Ai due vengono contestati reati di concussione che vanno dal 2004 al settembre 2007, anche dopo l’arresto del loro collega Gianni Gardenghi (che ad aprile ha patteggiato 3 anni e 4 mesi) e dopo il via all’inchiesta che aveva messo sotto sopra, e sotto controllo, il loro ufficio in Comune. L’ordine di custodia agli arresti domiciliari, richiesto dal pm Patrizia Castaldini e firmato dal gip Silvia Giorgi, è stato accolto per il pericolo di reiterazione del reato.
Passerini e Turatti, stando al capo di imputazione, in qualità di pubblici ufficiali, abusando delle loro qualità e dei loro poteri in relazione all’ufficio cui erano preposti, avrebbero costretto almeno cinque imprenditori edili a consegnare indebitamente somme di denaro in cambio della gestione e dell’approvazione di diversi progetti. Quali? Facevano capire, con allusioni e mai in modo esplicito - ma ben comprensibile da chi presentava le pratiche, tutte nel ruolo di vittime - che la pratica sarebbe tornata indietro in commissione edilizia e che avrebbe subito rallentamenti se non si fosse intervenuti in qualche modo. E come fare allora? Semplice: pagando cifre da 300 a 1500 euro e tutto si sarebbe risolto.

QUATTRO FATTI Quattro le vicende che hanno ‘incastrato’ Passerini. Eccole. 14 dicembre 2004: Ivan Passerini, in concorso con Gianni Gardenghi, «costringeva il geometra M. a consegnare indebitamente a lui ed al Gardenghi la somma di 600 euro per la gestione e l’approvazione di due pratiche, prospettando in caso di mancato pagamento lungaggini burocratiche del loro iter». Somma che «veniva poi divisa a metà» tra i due.
8 aprile 2005: sempre in concorso con Gardenghi, Passerini «costringeva il geometra R. a promettere indebitamente la somma di 1.500 euro». Denaro che «veniva consegnata a Passerini il quale, a sua volta, ne consegnava poi metà a Gardenghi». Nello stesso anno anche l’ingegner B. fu «costretto» a consegnare 300 euro ai due per evitare che la sua pratica «ritornasse in commissione edilizia per l’ennesima volta». Quarto e ultimo episodio, 27 settembre 2007: Passerini, «abusando delle sue qualità e poteri», questa volta senza il concorso di Gardenghi che si trovava ai domiciliari, «costringeva il geometra Z. a promettere di consegnargli indebitamente la somma di 300 euro».

L’UNICO CASO Turatti invece viene chiamato in causa per un singolo fatto avvenuto nel 2006 e relativo «ad una pratica edilizia presentata dall’architetto B.», inerente ad un piano particolareggiato di iniziativa privata per un area a Porotto. Come Passerini, anche Turatti «abusando delle sue qualità e dei suoi poteri in relazione all’ufficio» avrebbe costretto B. a consegnargli «200 euro come acconto della somma di euro 1.000 per la gestione e l’approvazione della citata pratica».

L’APPELLO «Allo stato — ha chiarito il pm Castaldini durante la conferenza stampa di ieri mattina — non ci sono elementi che ci portino a parlare di corruzione». La stessa, con il procuratore capo Severino Messina, ha lanciato un appello affinchè «chi sappia qualunque cosa che possa avere attinenza all’indagine segnali o denunci nelle sedi più opportune, al collegio dei geometri, carabinieri o procura. C’è un malessere generale — ha aggiunto il pm — e chiedo la collaborazione di tutti, anche al Comune». Di «inchiesta molto delicata e di grande rilevanza» ha parlato il procuratore Messina che personalmente ha ringraziato l’operato dei carabinieri del reparto operativo, diretti dal maggiore Mario Polito e dal tenente Giuseppe Aloisi, per la capillare attività cominciata ad agosto con l’arresto di Gardenghi.

di Nicola Bianchi










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