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PLAYOFF - 5

Spal: pericolo 'Mazza', in casa non vince più

su nove partite allo stadio ferrarese nel girone di ritorno la Spal ha battuto solo Teramo, a Natale, e Gubbio, a Pasqua. Per contro nel 2008 sono giunti tre rovesci ad opera di Bellaria, Bassano e Cuoiopelli

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Angelo Alessio Ferrara, 14 maggio 2008 - IL «NEMICO» è in casa, o meglio, è diventato la casa. Il campo del «Paolo Mazza» nel girone di ritorno è stato terreno di conquista per molti, per troppi avversari. Nel 2008 la Spal ci ha vinto appena una partita, contro il Gubbio, grazie a un guizzo di Nicola Bisso. In tutto il girone di ritorno due, ma l’altro successo interno fa data 16 dicembre, contro il Teramo di Leonardo Rossi. E anche lì fu un 1-0 striminzito e anche un poco fortunoso, con il gol decisivo ad arrivare su autorete.
 

 

Cosa sia accaduto alla Spal nel girone di ritorno è un mistero di quelli che il calcio scolpisce spesso, ed è lo specchio della schizofrenica annata biancazzurra. 32 punti all’andata, 22 al ritorno, 38 nelle prime 19 giornate e appena 16 nelle ultime 15: da due punti a un punto a partita. Il balzo all’indietro non è da poco, e chissà se a spiegarlo può bastare l’aver perso di vista la cima della montagna. In fondo, la vetta fu persa proprio con le prime avvisaglie della crisi. Mistero, mistero glorioso.
 

 

Il dato più curioso è però questo: in casa la Spal nel girone di andata filava come un treno, stentando fuori. I risultati parlano. Buglio vinse le prime cinque al «Mazza» senza subire nemmeno un gol, laddove in trasferta la sua difesa si trasformava in groviera (10 reti incassate nelle prime 4 fuori casa). Il girone di andata casalingo fu di tutte vittorie con l’eccezione di un pareggio notturno nel recupero col Giulianova, e di una sconfitta all’ultima giornata, proprio alla virata, per mano del San Marino. Il ritorno invece è stato un mezzo calvario, con quel successo prenatalizio e poi con quello prepasquale unici acuti davanti al pubblico amico. Per contro, tre sconfitte al cospetto di Bellaria, Bassano e Cuoiopelli, e quattro pareggi con Castelnuovo, Portogruaro, Prato e Sansovino.
 

 

Ne consegue che nel ritorno la Spal ha conquistato 10 punti in casa sui 27 disponibili, e che nello stesso lasso di tempo ne ha messi insieme più in trasferta (12 su 24, con due sole sconfitte) che sul terreno amico.
Angelo Alessio è ancora imbattuto in campo avverso ma al «Mazza» ha superato soltanto il Gubbio cedendo due volte. Fuori invece il terzo tecnico stagionale ha vinto due partite e pareggiato le altre tre, senza uscire mai dal campo senza punti. Ecco quindi l’inspiegabile voltafaccia: da squadra casalinga per mezzo campionato a compagine più da trasferta nell’altra metà.
 

 

Il primo pensiero della Spal domenica al debutto nei playoff, proprio al «Mazza» contro il Portogruaro, deve essere quindi quello di invertire di botto la tendenza recente. Un altro pareggio casalingo rischierebbe di compromettere le possibilità di qualificazione, o comunque complicherebbe di moltissimo la situazione. Per non parlare di una sconfitta. La Spal dovrà ritrovare il piglio interno del suo avvio di stagione.
Chi volesse vedere il bicchiere mezzo pieno può consolarsi con la seguente considerazione: nel complesso, in 34 partite la Spal ha conquistato 29 punti in casa e 25 in trasferta. Quindi ha più o meno lo stesso rendimento dentro e fuori, e potrà sperare anche in caso di partenza falsa (ma non troppo) in gara1. Per vedere il bicchiere mezzo pieno serve però un minimo di ottimismo, e quello lo possono regalare solo i giocatori con una prima partita «perfetta» che faccia dimenticare molte prove del recente passato.

 

di Mauro Malaguti










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