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INCENDIO A S.MARIA CODIFIUME

Dà fuoco al cantiere del suo titolare
Il custode tunisino ha confessato

L’uomo è stato trattenuto in caserma durante la notte per alcune ore e poi rilasciato dai carabinieri. Mezzi distrutti, danni alla casa

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Vigili del fuoco Ferrara, 12 maggio 2008 - Attimi di terrore l’altro ieri a Santa Maria Codifiume per un incendio doloso che ha devastato un cantiere edile, in via Fascinata, dove è in corso una ristrutturazione di una villa che risale all’inizio del Novecento. Il fuoco ha distrutto due autocarri, un’autogru, altro materiale edile danneggiando un edificio confinante. I danni, secondo una prima stima, ammonterebbero a centinaia di migliaia di euro. L’incendio ha un responsabile: è il guardiano del cantiere, Alì, un tunisino di una quarantina d’anni, che ha confessato il gesto. L’uomo è stato trattenuto in caserma durante la notte per alcune ore e poi rilasciato dai carabinieri.

 

L’allarme è scattato verso le 21.45 di sabato sera. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Portomaggiore ed i carabinieri di Santa Maria Codifiume. I pompieri portuensi, una squadra composta di cinque persone, ha dovuto lottare fino alle due di notte per spegnere l’incendio le cui portata ha generando preoccupazione nella popolazione. E’ il primo caso di incendio doloso a Santa Maria Codifiume, un paese tranquillo.
Tre anni fa andò a fuoco un’altra villa storica della frazione, ma in quel caso le fiamme si propagarono per un corto circuito.

 

Il cantiere, il più importante della zona, ha avuto una vita travagliata. Si tratta di un progetto ambizioso: riconvertire 'villa Sara' in diciannove appartamenti di varia metratura oltre al restauro della villa, un edificio a tre piani. Il cantiere aveva aperto due anni fa, poi si interruppe per cambio di proprietà. I lavori erano ricominciati all’inizio dell’anno a cura dell’Ediltecnica, un’azienda di Molinella, cittadina a due passi da Santa Maria. Un cantiere importante, tanto da indurre l’azienda ad affidare il servizio di vigilanza a un tunisino, che sorvegliava il cantiere e dormiva in un container, posizionato nel giardino.

 

Non si conoscono le ragioni che hanno indotto il vigilante ad appiccare il fuoco: tutte ipotesi al vaglio degli inquirenti che escludono per ora solo che alla base del gesto ci possa essere un tentativo di estorsione.
Il fuoco è stato appiccato in due punti differenti. Il primo a un camion conbraccio semovente, andato completamente distrutto, con le fiamme che si sono estese alimentate dal liquido infammabile della gru, anche a due edifici vicini, provocando ulteriori danni. L’altro focolaio ha interessato un furgone, un Fiat Ducato.

 

Le fiamme hanno lambito una casa a due piani confinante abitata da una coppia che stava dormendo, Bruno e Nedda Arrighi. Un vicino, è entrato dalla finestra e li svegliato, aiutandoli a mettersi in salvo. I danni sono ingenti: la camera da letto e il sottotetto sono da rifare.
 

Franco Vanini

 









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