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PROSTITUTA ASSASSINATA

Paula voleva dire addio alla strada
E’ per questo che è stata uccisa?

Si era ribellata ai suoi aguzzini. E’ questa la pista seguita dagli inquirenti. L'unico indagato è un uomo di 33 anni di Villadose: sospetti anche sulla fidanzata in carcere in Romania Commenta
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Paula Burci, prostituta assassinata Villadose (Rovigo), 3 maggio 2008 - PAULA non voleva più vendere il proprio corpo e si era ribellata ai suoi aguzzini. Ma quel suo gesto l’ha portata al massacro. E’ questo la pista principale che gli investigatori stanno battendo per fare luce sull’assassinio di Paula Burci, 19 anni prostituta rumena, il cui corpo carbonizzato è stato trovato il giorno di Pasquetta sull’argine del Po a Zocca, seminascosto sotto due tronchi di albero. Per il suo omicidio è stato indagato un idraulico di 33 anni di Villadose, al momento l’unico.

LA COPPIA Omicidio volontario e occultamento di cadavere sono le ipotesi di reato contestate all’uomo. Proprio nella sua abitazione, martedì, carabinieri, Ris e polizia hanno sequestrato vestiti e il furgone con cui andava al lavoro e, forse, portava a prostituire a Ferrara proprio la giovane Paula. La ragazza, in Italia da pochi mesi, viveva infatti a Villadose proprio nell’abitazione dell’idraulico. Con loro c’era anche la trentenne rumena, fidanzata dell’indagato, attualmente in carcere in Romania per sfruttamento della prostituzione. Un reato che, da quanto emerso, avrebbe commesso proprio nella sua terra d’origine e commesso prima del ritrovamento del cadavere.

NOTIFICA Tra la sua schiera di schiave ci sarebbe stata anche Paula Burci che, secondo chi indaga, potrebbe essersi ribellata alla stessa e per tale motivo picchiata, uccisa e bruciata. Intanto l’indagine subirà un piccolo stop per permettere agli investigatori di notificare l’avviso di accertamenti tecnici anche alla stessa donna in cella in Romania. Documento che potrebbe preludere all’iscrizione della stessa sul registro degli indagati con le identiche accuse del fidanzato. Nell’appartamento veneto sono stati sequestrati anche abiti della trentenne e della stessa Burci così come alcuni attrezzi ritrovati sul furgone. Materiale che al più presto finirà a Parma nei laboratori del Ris.

 

Paula era stata prelevata dalla Romania da pochi mesi e portata in Italia con la promessa di un lavoro. Non conosceva la nostra lingua, non aveva la patente e non era una donna libera. A Ferrara, dove si prostituiva da un paio di mesi, veniva accompagnata tutte le sere e riportata di notte a Villadose. Da chi? Secondo gli inquirenti forse proprio dall’indagato.

 

Polizia e carabinieri stanno ascoltando anche alcuni albergatori che potrebbero aver visto la Burci appartarsi per qualche ora nei loro stabili. Non è escluso che il tragitto della donna da Ferrara a Villadose, e viceversa, passasse proprio da Zocca di Ro e dall’argine del fiume. La 19enne, il giorno del suo assassinio, è stata prelevata dal suo aguzzino dalla strada, portata in un luogo attualmente misterioso per massacrarla e infine lasciata, e bruciata, lungo il Po. Nelle prossime ore è previsto un summit in Procura con i pm Barbara Cavallo, Nicola Proto e i dirigenti della Squadra mobile, dell’Arma di Copparo e del Reparto operativo di Ferrara, per fare il punto sull’inchiesta e studiare nuove strategie.

Nicola Bianchi

 
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