Ferrara, 2 maggio 2008 - HA 33 ANNI, di professione fa l’idraulico e da tre giorni il suo nome è stato iscritto nel registro degli indagati con le devastanti accuse di omicidio e occultamento di cadavere di Paula Burci, la diciannovenne prostituta rumena trovata carbonizzata il giorno di Pasquetta sulla riva del Po a Zocca. Ieri Squadra mobile, carabinieri e Ris di Parma hanno effettuato un lungo sopralluogo nell’abitazione dell’indagato a Villadose alle porte di Rovigo.
L’ACCUSA. Martedì gli inquirenti hanno notificato l’informazione di garanzia all’uomo che, da quanto si è saputo, conosceva Paula e per qualche tempo, ad inizio anno, l’aveva ospitata nella sua casa del Veneto. All’identificazione della rumena gli inquirenti sono arrivati grazie alle sue impronte palmari e al dna, elementi già schedati nei database delle forze dell’ordine. E’ stato accertato che Paula per qualche mese ha fatto la prostituta a Ferrara nella zona di via Bologna. Secondo chi indaga la ragazza sarebbe stata prelevata proprio dalla strada la sera dell’omicidio dai suoi aguzzini, massacrata di botte, ammazzata e il cadavere bruciato e abbandonato sull’argine del fiume Po. Ma da chi? E perchè soprattutto?
SOSPETTATA Al nome della diciannovenne gli investigatori sarebbero arrivati grazie alle testimonianze di un’altra rumena di 30 anni, arrestata poco prima di Pasqua e già estradata in Romania dove sta scontando la pena per il reato di sfruttamento della prostituzione. Proprio quest’ultima avrebbe avuto la giovane connazionale tra la sua schiera di schiave. Una volta accertato l’identità di Paula, dell’ambiente che era costretto a frequentare, polizia e carabinieri, diretti dai sostituti procuratori Nicola Proto e Barbara Cavallo, hanno cercato il suo appoggio logistico. Ecco dunque che ci si è diretti a Villadose e all’abitazione dell’idraulico il quale ha confermato di conoscere Paula e di averla ospitata, ma ha sempre giurato di non sapere nulla della tragica vicenda.
RIS AL LAVORO Ieri le stanze dell’abitazione veneta sono state accuratamente setacciate dai carabinieri del Ris. Cosa cercavano? Eventuali tracce ematiche della vittima derivanti da una colluttazione violentissima. Prelevati numerosi campioni biologici e sequestrati indumenti e oggetti di proprietà dell’indagato. «Al momento è stato accertato che lui potrebbe averla ospitata — è stato l’unico commento del tenente del Reparto operativo carabinieri di Ferrara Giuseppe Aloisi — ma per fare altre valutazioni bisognerà attendere ancora». Di possibili «risvolti molto interessanti» ha parlato invece il vicequestore aggiunto Pietro Scroccarello. Al sopralluogo era presente anche il colonnello Andrea Firrincieli, comandante del Reparto operativo dell’Arma di Rovigo.
di Nicola Bianchi
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