Ferrara, 29 aprile 2008 - L’INGRESSO A PALAZZO Madama? «Un tornado emotivo». Parola di Maria Teresa Bertuzzi, sindaco di Copparo, che ieri mattina ha varcato per la prima volta la soglia del Senato. Assieme a Alessandro Bratti (eletto alla Camera), l’esponente del Partito Democratico è la ‘debuttante’ al Parlamento. Anche se da buona insegnante si definisce «remigina: ho provato la stessa emozione degli scolaretti che, molti anni fa, erano chiamati così al primo giorno di scuola».
Ieri i due ferraresi si sono sottoposti alla procedura della registrazione, stamattina dalle 10.30 avranno l’altra emozione della riunione inaugurale: in mezzo, anche una riunione plenaria dei parlamentari del Pd a palazzo Marini. «Ero seduta vicino all’industriale Matteo Colannino, gentilissimo — racconta la Bertuzzi —, mi guardavo attorno in cerca di facce conosciute e quando ho visto Mariangela Bastico (ex assessore regionale, ndr), ho capito che come amministratore pubblico non ero del tutto fuori posto lì».
Nel momento dell’esordio non si pensa quasi all’impegno politico: «No, ti ritrovi di fronte a questi palazzi che sono la storia dell’Italia e della Repubblica — prosegue il sindaco di Copparo — e ti senti, inevitabilmente, come... Alice nel paese delle Meraviglie. Tutto il resto verrà, nei prossimi giorni e mesi, e sarà duro e complicato. Ma adesso ti ritrovi a misurarti con qualcosa che, emotivamente, è grande e impegnativo». Innanzitutto per il pensiero della famiglia: «Da questo punto di vista è una specie di tornado — prosegue la Bertuzzi —; in maggio starò in un albergo, nei pressi dei Fori Imperiali, poi cercherò un appartamento per passare un po’ di tempo con i miei figli».
Da donna, prima che da sindaco e da mamma, il primo pensiero è quello di studiare l’abbigliamento giusto per la seduta inaugurale della legislatura: addio colori sgargianti stile Rosella Ottone, «ho pensato ad un tailleur gessato grigio perla — sorride la Bertuzzi —; se posso dirlo, un ‘look’ alla Anna Finocchiaro!».
Emozione da debuttante anche per Sandro Bratti, che pure vanta un passato da sportivo di alto livello e dunque ai match importanti dovrebbe essere abituato: «Qui è un’altra cosa, sei nel cuore dello Stato e ti ritrovi immediatamente con una sensazione di responsabilità enorme», afferma subito dopo essere uscito da Montecitorio. Carico di opuscoli, depliant, manuali: «Mi hanno caricato di materiale relativo a tutte le informazioni di servizio — racconta —; dall’accesso a Internet all’assistenza sanitaria, dalle notizie di carattere logistico agli adempimenti da compiere in questa prima fase. Devo rimettermi a studiare...».
Battuta inevitabile, grazie alla sconfitta del Pd avrà tempo per documentarsi in questo primo periodo all’opposizione: «Sicuramente avrei sperato di contribuire all’azione di governo — dice l’ex assessore comunale all’Ambiente —, ma anche così il lavoro alla Camera non sarà sterile». Ieri ad esempio Bratti ha dovuto indicare le proprie preferenze per una possibile nomina in Commissione: «Logicamente ho indicato l’Ambiente come priorità — afferma —, poi le Infrastrutture e, caso mai, lo Sport». Per quanto riguarda la sistemazione, l’orientamento è di trascorrere meno tempo possibile in hotel: «Sto già cercando casa, il più vicino possibile al Parlamento per una questione di comodità e di adattamento».
Magari in prossimità di quella di Dario Franceschini (che da anni vive, con la famiglia, nella zona tra via del Tritone e Fontana di Trevi): subito dopo l’elezione, qualcuno aveva sorriso con Bratti dicendo che avrebbe subaffittato il garage dell’amico, la ‘bugadara’ per dirlo in dialetto o la... ‘bugadario’ con un riferimento ironico all’amico fraterno. «No, staremo separati visto che lui ha impegni politicamente ben più rilevanti dei miei — ride Bratti —. Però Silvia, la moglie, mi ha invitato per cena dicendo che alla vigilia del debutto alla Camera stare vicino a Dario mi avrebbe fatto sentire meno spaesato!».
Non sarà comunque vita da emigrante o da esule, visto lo stipendio ed i benefit: «Per carità, sarebbe un’offesa anche solo pensarlo — chiude Bratti —, so che il mio compito a Roma sarà quello di impegnarmi al massimo anche a vantaggio del mio territorio. Però, d’altro canto, ho un carattere... stanziale e abitudinario, e questa cosa un po’ mi stravolge».
Come quando, giovane studente universitario, era impegnato in un lungo stage a Houston: i genitori, arrivati in Texas, lo trovarono in crisi da «astinenza da cappelletti — ammette Bratti —; almeno per questo, a Roma sarà un po’ più semplice non avere simili nostalgie». Anche perchè comunque il ‘debuttante’, tra il giovedì sera ed il venerdì mattina, rientrerà a Ferrara: «Conto di attivare da subito un collegamento con i miei elettori e con i cittadini, perchè l’impegno parlamentare avrà un senso solo con questo presupposto».
di Stefano Lolli
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