Sulla morte di Adis Masinovic, l'operaio 21enne travolto dal treno a Coronella, parla Gabriele Andrighetti, ingegnere capo della Provincia di Ferrara. "Gli operai non dovevano attraversare o avvicinarsi a quella linea"
Ferrara, 23 aprile 2008 - COSA CI FACEVA quel ragazzo sui binari? Come non ha potuto accorgersi dell’arrivo di un Eurostar per quanto velocemente stesse viaggiando? Sono questi alcuni degli interrogativi cui il sostituto procuratore Angela Scorza dovrà dare una risposta nelle prossime ore. Chi non si dà ragione dell’acceduto è Gabriele Andrighetti (nella foto), ingegnere capo della Provincia di Ferrara: «Siamo esterrefatti e dispiaciuti per quello che è successo — esordisce — perchè quel cantiere era stato allestito ottemperando scrupolosamente a tutti i dispositivi di legge in materia di sicurezza. Tutto era stato studiato affinchè non si verificasse una tragedia così. Tra l’altro — aggiunge — l’investimento è avvenuto fuori dall’area del cantiere: c’erano disposizioni molto chiare affinchè gli operai non attraversassero i binari».
Una linea confermata dall’ingegner Luca Benini, coordinatore per la sicurezza nella fase esecutiva del cantiere per la costruzione della Cispadana, appaltato dalla Provincia di Ferrara alla ditta «Cogea Impresit Srl» (la Maeg stava realizzando in subappalto le travi metalliche). «Per realizzare il cavalcaferrovia — spiega il tecnico della Provincia — prima vengono realizzate le opere edili da una parte e poi dall’altra, senza che si verifichi mai la necessità di attraversare i binari. Solo alla fine, per il varo della campata centrale che scavalca la ferrovia, inizia quella che l’interferenza con la linea». Com’è potuto succedere allora un incidente simile? «Ce lo stiamo chiedendo anche noi — risponde Benini —. Gli operai della Maeg non dovevano avere l’esigenza di attraversare quei binari. Anzi, vigeva il divieto di avere contatti con la ferrovia».
In che senso, scusi?
«Il 22 febbraio scorso — continua il responsabile della sicurezza — avevo inviato alla ditta un fax raccomandando di sospendere i lavori interferenti con le aree ferroviarie e convocando una riunione operativa. In poche parole, era assolitamente vietata la lavorazione nelle adiacenze dei binari non solo perchè sarebbero servite speciali autorizzazioni e una modifica della linea ferroviaria ma anche per motivi di sicurezza. Quella tragedia — conclude Benini — non doveva capitare. I i container della ditta, i macchinari e le travi da montare erano tutti da una parte: perchè attraversare quel binario?». Secondo lei perchè non se n’è accorto? «E’ assurdo — risponde —: su quella linea passano treni ogni cinque minuti...sono però veloci e silenziosi e non sempre il segnale acustico viene avvertito distintamente».
c.b.
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