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PROSTITUZIONE

Sequestrato circolo privato, arrestato anche un ferrarese

Operazione dei carabinieri nel night 'Country Club' di San Matteo della Decima, monitorato per venti giorni anche grazie alle telecamere nascoste. Il gestore era un 53enne residente in provincia
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Night club Ferrara, 22 aprile 2008 - Sono 4 le persone finite nei guai nell'ambito dell'operazione 'InCountry Proibiti', condotta dai Carabinieri del nucleo operativo di San Giovanni in Persiceto (Bologna) e che ha permesso di smantellare un giro di sfruttamento della prostituzione che avveniva nel night 'Country Club' di San Matteo della Decima (Bologna), locale ora sottoposto a sequestro.

 

Il blitz, scattato poco dopo la mezzanotte dello scorso 18 aprile, ad opera di 30 militari, ha portato all'arresto per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione del gestore del club, un 53enne residente nel ferrarese, di un modenese di 54 anni, entrambi incesurati. Nei guai sono finiti anche altri due soci del night, un 60enne modenese ed un 39enne reggiano, che collaboravano alla gestione delle ragazze e che ora hanno l'obbligo di dimora, di firma ed il divieto di uscire di casa nelle ore notturne.

 

Circa 13 le ragazze, per lo più dell'Est Europa, ma c'erano anche una brasiliana, una domenicana e due italiane, che sono state trovate nel club al momento del blitz.

 

In venti giorni di monitoraggio, anche con l'utilizzo di telecamere nascoste, i militari hanno contato 451 prestazioni fra le 13 ragazze che vi lavoravano (nove dell'Est europeo, due sudamericane e due italiane) e i 'soci' del club. La clientela era composta da uomini fra i 22 e i 60 anni, molti provenienti da Veneto e Toscana, che accedevano dopo avere versato una piccola quota di iscrizione.

 

L'incontro sessuale veniva invece pagato, solitamente 100-150 euro, direttamente alla prostituta, che secondo gli investigatori avrebbe diviso la cifra a meta' con i responsabili del circolo. Al piano terra c'era la zona bar, che era anche la postazione dalla quale i gestori, con alcuni monitor, sorvegliavano la parte esterna, per accorgersi in tempo di eventuali visite indesiderate. In tal caso, un campanello sotto il bancone permetteva di dare l'allarme a chi si trovava nei prive', allestiti al piano di sopra. In una stanza adibita a spogliatoio c'era inoltre una stufa a legna dove, secondo i carabinieri, sarebbero stati distrutti i profilattici utilizzati negli incontri, dopo essere stati arrotolati in fogli di carta industriale.

 

La perquisizione ha portato al sequestro di circa 3.000 euro e di vari documenti e appunti dove sarebbero state annotate le prestazioni, utilizzando codici e simboli.










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