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BASKET / LEGADUE

Carife, grande festa al PalaSegest
Foiera alza la coppa: "E' della città"

Cori, striscioni, magliette: un insieme di colori in un impianto diventato davvero troppo piccolo. Mascellani: "Ora cercheremo di restare a lungo nella massima serie con l'aiuto di tutti". Crovetti: "Abbiamo bisogno di una casa più accogliente di questa e ottobre è vicino" Commenta
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PalaSegest Ferrara, 21 aprile 2008 - Palazzo esaurito, code interminabili davanti all’ingresso e tanti colori e striscioni per festeggiare il coronamento di un sogno.
Si entra al PalaSegest e si coglie subito l’eccezionalità dell’evento. Basta dare uno sguardo ai tifosi; quasi tutti hanno magliette personalizzate e celebrative.

 

Da quella dedicata a Farabello, a quella realizzata da alcuni giornalisti ferraresi, passando per quella creata dai Nuf e dall’Archibugio. E non è tutto, perchè c’è anche chi si è messo in proprio realizzando appunto magliette e adesivi, chi per ricordare la notte di Fabriano, chi per stampare una A gigante dal sapore speciale.
Ed in un palazzo vestito così a festa, pazienza se non arrivano i due punti. Caserta è forte e molto più motivata, inutile negarlo.

 

E poi, questa è la serata in cui il contorno è più bello da raccontare della partita. «Game over...» recita uno striscione dei Nuf, e un altro vuole ricordare Gino Piffanelli e Rocco Verzola, due amici del basket ferrarese che non ci sono più. E c’è pure chi, pensando ad una campagna elettorale amministrativa che si avvicina, propone «Crovetti sindaco subito...». Insomma, la fantasia e la creatività per una sera è al potere, e pazienza se questa volta Collins e compagni non sono magici come sempre.

 

Pronti via ed arriva il momento delle premiazioni del Carlino: Mazzola, Foiera, Valli e Crovetti vengono premiati in un mare di applausi ed ovazioni. Solo un antipasto di quello che succederà due ore dopo.
A fine partita infatti, tocca al presidente della Legadue Valentino Renzi consegnare la Coppa nelle mani di Roberto Mascellani.

 

Una coppa che poi passerà attraverso tutti i giocatori, in un giro di campo dal sapore calcistico.
Ferrara abbandona un campionato e approda in uno ancora più prestigioso: come non essere emozionati?
«C’era un grande clima — commenta Roberto Mascellani nel dopogara — ed è stato davvero un momento di grande emozione quando Renzi mi ha consegnato la Coppa.
E’ una soddisfazione enorme e una responsabilità: siamo in A e cercheremo di restarci a lungo».
I cori anti Sateriale non li commenta («non li ho sentiti...), quelli invece che lo acclamavano sono un’ulteriore gioia.

 

«Fa piacere vedere che il pubblico ha capito i nostri sacrifici e ce li riconosce applaudendoci. Applausi che ovviamente giro a tutti i componenti del nostro team.
La dimostrazione che Ferrara non è una città fredda, questo calore e questo affetto sono per noi una spinta ed un incoraggiamento ad andare avanti così. Ora festeggieremo e ci riposeremo ancora per qualche giorno, poi si guarderà al futuro.

 

Stasera ho visto tutta la città, parecchi amici anche del mondo dell’imprenditoria, e mi ha fatto piacere. Significa che la città ci segue». Novità sulla questione palasport? «Nessuna per ora, ma la questione la conoscete e so che il Comune si sta interessando. Faremo uno sforzo tutti insieme per l’iscrizione al campionato e per risolvere questi problemi. Poi ci sideremo attorno a un tavolo e parleremo del futuro. Sono convinto che Ferrara può tenere il passo di altre città».

 

Anche il gm Alessandro Crovetti è visibilmente emozionato nel dopo gara. «Questa sera Caserta aveva comprensibilmente più energie mentali e si è visto, io vorrei sottolineare ancora una volta l’abbraccio del pubblico, che ha praticamente esaurito i biglietti numerati due giorni prima della palla a due. Sono contento per Mascellani e capisco la sua gioia al momento di alzare la coppa: in questi anni ha resistito anche a momenti difficili e si meritava una serata così». Sull’impianto del futuro il gm bianconero si lascia andare a qualche dichiarazione.
«So che a questo si sta interessando il presidente, è chiaro che c’è un’esigenza evidente, abbiamo bisogno di una casa più accogliente in tempi abbastanza rapidi, perchè ottobre non è poi così lontano».

di Mauro Paterlini

 
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