Ferrara, 17 aprile 2008 - «L’ABOLIZIONE dell’Ici sulla prima casa già nell’anno in corso? Qualsiasi provvedimento che intervenga sull’equilibrio dei conti già approvati dai bilanci comunali deve trovare contestuale compensazione da ulteriori risorse provenienti dal Governo centrale».
Roberto Polastri (nella foto), assessore al Bilancio del Comune di Ferrara, comincia a fare i conti, nel vero senso della parola, con le conseguenze di uno degli interventi — appunto la completa abolizione dell’Ici sulla prima casa — che Silvio Berlusconi ha annunciato di voler varare già nel primo Consiglio dei ministri del nuovo Governo, facendo leva, se possibile, su un decreto legge e non su un provvedimento ordinario e come tale più lento per l’applicazione.
«Non riesco a immaginare — considera l’assessore Polastri — come un provvedimento del genere possa entrare in vigore a bilanci già approvati senza che siano indicate negli stessi le forme di recupero del mancato gettito ai Comuni rischiando quindi di far venir meno i requisiti di legittimità dei bilanci».
Perché, su questo per Polastri non ci sono dubbi, i milioni di euro che il Comune non incasserà più dall’Ici per la prima casa dovranno essere sostituiti da un contributo dello Stato di pari importo al Comune stesso.
Insomma, il cittadino ci guadagnerà ma l’ente locale non dovrà rimetterci. Ed è proprio su questo secondo punto che ci sono le maggiori perplessità da parte di Polastri.
«Dove reperirà lo Stato così tanti soldi?» si chiede (e non è il solo a farlo) l’assessore. «Solo guardando ai conti del Comune di Ferrara — spiega — l’abolizione dell’Ici sulla prima casa comporterà un minor gettito stimato sui 13 milioni e 200mila euro. Stiamo parlando di circa un terzo dell’intero gettito dall’Ici che si aggira sui 37 milioni e 800 euro e, se è vero che il bilancio del Comune di Ferrara è di 130 milioni, ne rappresenta quindi un buon terzo. Tornando comunque agli oltre 13 milioni che sarebbero incassati in meno a Ferrara, sono davvero curioso di sapere dove saranno trovate le risorse visto che i Comuni, in Italia, sono più di ottomila, per cui la somma che uscirà dalle casse dello Stato, si parla di due miliardi di euro, non sarà certo irrisoria».
E non è questa l’unica considerazione che l’amministratore ferrarese si sente di fare nei confronti di un provvedimento «contro il quale — chiarisce — non ho certo nulla se davvero i cittadini ne potranno trarre vantaggio, ma i conti vanno fatti alla fine».
Pochi infatti sanno, ricorda, che indipendentemente dalle decisioni che adotterà il nuovo Governo, già in tanti, sia a Ferrara come nel resto di Italia, quest’anno non avrebbero pagato l’Ici sulla prima casa.
L’assessore Polastri lo dimostra conti alla mano, sommando alla detrazione ordinaria di 103,29 euro in vigore per la prima casa quella ulteriore dell’1,33 per mille della base imponibile (per un massimo di 200 euro) per prima casa e una pertinenza approvata dall’ultima Finanziaria che porterà ad una riduzione aggiuntiva ai suddetti 103,29 euro pari a circa 102,44 euro di media per famiglia. Ecco dunque, evidenzia l’assessore, che chi possiede abitazioni non grandissime e con basse rendite castastali si sarebbe comunque trovato a non dover sborsare alcuna cifra per l’Ici.
Fino a qui tutte considerazioni tecniche che interessano le 41mila famiglie ferraresi (su un totale di circa 70mila contribuenti) che sono proprietarie di una prima casa.
Dall’assessore al Bilancio Roberto Polastri arriva poi anche un commento politico alla decisione propagandata in campagna elettorale da Silvio Berlusconi ed ora alle porte.
«Trovo curioso — afferma — che mentre i futuri ministri della Lega Nord insistono sulla necessità di attuare un federalismo fiscale, fondato su un sistema di reperimento di risorse locali, tra i primi provvedimenti del nuovo Governo se ne adotti invece uno che mette mano a una delle pochissime imposte locali in vigore, appunto l’Ici, confermando quindi una scelta più che mai centralista. Costringendo quindi i Comuni a dover pietire i trasferimenti dal Governo centrale per chiudere i loro conti in equilibrio».
di Isabella Cattania
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