Ferrara, 15 marzo 2008 - «NON SO come tradurre in italiano il termine First Lady, credo comunque di essere il ‘First Sir’ meno invadente del mondo...». Più che di ‘principe consorte’, Roberto Vancini si dichiara «sostenitore e quasi tifoso di mia moglie Emma». Il manager ferrarese, che nel dicembre del 2001 ha sposato a Mantova la Marcegaglia, appena designata futura presidente di Confindustria, sorride del proprio ruolo nel ‘gotha’ imprenditoriale e politico italiano. «Sono fiero di aver scelto, sin dall’inizio, di portare avanti un percorso distinto da quello di mia moglie e delle aziende della sua famiglia».
Più che di aziende, si tratta di una multinazionale da 4 miliardi di euro di fatturato: «Abbiamo parlato spesso di un mio possibile coinvolgimento — rivela Vancini —, ma la scelta di mantenere la guida di Acantho mi ha dato anche equilibrio. Oggi posso valutare quello che sta combinando Emma, ed il valore di questo suo grande salto».
Una valutazione da ‘First Man’, o meglio da... tifoso: «Sono convinto che si tratti di una scelta molto importante, non solo per lei che pure ha grandi capacità, ma per tutte le donne italiane che troveranno un esempio, uno stimolo a tirare fuori le proprie capacità». E Vancini, 57 anni, ex dirigente del Comune, un passato sportivo nel nuoto ed una passione per la musica rock, si definisce «beato, anzi beatissimo tra le donne: a parte Emma, le cui doti a questo punto la pongono in un ruolo strategico per il Paese, penso a mia mamma e mia sorella, e alla mia figlioletta Gaia. Ce ne fosse una con un carattere fragile — ride il manager —: no, sono tutte un cocktail di determinazione e sensibilità!».
Ovviamente la vita già non semplice della coppia, dal 20 maggio (quando la Marcegaglia rileverà da Montezemolo la presidenza di Confindustria) diventerà ancor più vorticosa: «Sarà un po’ più complicato difendere il nostro patto di ferro, che almeno uno dei due, alla mattina o alla sera, sia assieme a nostra figlia per condividere i sorrisi e le ansie della quotidianità — prosegue Vancini —, ma cercheremo di rifarci soprattutto nei week end». Nel fine settimana, la coppia è solita girare per mercatini, regalarsi qualche assaggio di prelibatezze (la Marcegaglia è golosissima di cioccolato), muoversi in bicicletta. «Nel mio trasloco da Ferrara a Mantova la prima cosa che ho portato è stata una Bianchi del ’39 — sorride Vancini —; per la famiglia ho abbandonato un po’ le vecchie passioni di gioventù, dall’aeroplano ai concerti con il basso. Roba da... ragazzaccio, anche se adesso un po’ sto contagiando Gaia».
Rischiando, però, l’ira della Presidente. «Per fortuna, non ci sono motivi di conflitto. Vivo serenamente, benchè vorticosamente, tra tutte queste donne di grande personalità».
di Stefano Lolli
Il cantante siciliano arriverà a Ferrara con la sua tournèe teatrale sabato 15 marzo. Con lui, sul palco, un'orchesta di 23 elementi: jazz classico e funk i generi che troveranno spazio durante la serata.