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Ferrara

LA STORIA

Vive con la pensione della moglie
Ex pugile minaccia di buttarsi in Po

Toni Galletta è stato anche campione europeo: "La mia pensione di invalidità è di 160 euro: mia moglie ne prende 800, ma come si vive in due con meno di mille euro?". Più volte nazionale di boxe, ha vissuto a Pontelagoscuro e ora risiede a Santa Maria Maddalena

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Toni Galletta Ferrara, 13 marzo 2008 - «SE NESSUNO mi aiuta mi butto in Po». Sa di dolore, rabbia e disperazione il grido d’aiuto che Toni Galletta, ex pugile, lancia alle istituzioni. Il match più difficile, per lui, trentacinque volte in nazionale, si è giocato fuori dal ring. Si è giocato nella vita, prima generosa di successi sportivi in Italia e all’estero, di allori e di lividi, e poi pronta a togliere tutto: «Ora — racconta Galletta, 63 anni, una bella fetta della sua vita passata a Pontelagoscuro e ora residente a Santa Maria Maddalena — vivo con la pensione di mia moglie: 800 euro al mese, che se ne vanno praticamente tutti in bollette».

 

L’avventura sportiva di Galletta inizia a Bologna, dove il pugile è nato: i guantoni li ha indossati a tredici anni, alla Pugilistica Tranvieri di Italo Bellini, e li ha tolti più di 20 anni dopo. «Ho vissuto a Bologna fino a 33 anni — spiega — e lì, con Italo Bellini, all’epoca di Benvenuti, Stagni, Nobili, ho iniziato la mia avventura nella boxe». Prima da dilettante e poi a 21 anni da professionista, pesi mosca. Indossando i colori dell’Italia Galletta ha girato mezza Europa, incontrando diversi Paesi, tra i quali Bulgaria, Romania, Slovenia e Russia. «Ho fatto la quadrangolare di Lucerna — ricorda l’ex pugile — e sono diventato campione europeo: ho battuto pugili come Franco Udella - che è stato campione mondiale pesi mosca - oppure Menciassi, numero uno nella graduatoria europea». Una carriera andata avanti fino agli anni ‘80: «Poi mia moglie, ex infermiera, preoccupata per le condizioni in cui tornavo mi ha convinto a smettere».

 

Galletta, che nel frattempo si era trasferito a Pontelagoscuro e poi a Santa Maria Maddalena (dove risiede e opera come volontario della Protezione civile), ha sempre lavorato nel settore metalmeccanico: «Ma un infortunio alla Ctm, nel ‘99, mi è costato il 21% di invalidità e l’impossibilità di sostenere pesi troppo alti: perciò — continua — ho lavorato per 3 anni nel settore dei servizi sociali, prima in Comune a Rovigo poi all’Iras, ma ora sono senza un lavoro, e la mia pensione di invalidità è di 160 euro al mese: come facciamo a campare in due con nemmeno mille euro? — è la domanda disperata di Galletta — : ho chiesto la pensione anticipata ma l’Inail non me la concede. Io non chiedo l’elemosina ma sono stanco di vivere sulle spalle di mia moglie, non ce la faccio più: chiedo un aiuto, magari per trovare un lavoro. Se ho diritto a qualcosa, allora mi venga dato».

di Maristella Carbonin

 

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