Nelle ultime sette partite la Spal ha raccolto solo quattro punti. Squadra apparsa troppo spenta per cullare sogni di gloria. Il debutto di mister Angelo Alessio non ha prodotto lo scossone previsto. Il nuovo allenatore avrà molto da fare, anche e soprattutto sul piano mentale
Ferrara, 3 marzo 2008 - La Spal non riesce proprio a uscire dalla sua crisi, che col pareggio contro il Prato si allunga a sette partite, tutte quelle del 2008, in cui ha raccolto fin qui solo quattro punti. Considerando che le prossime due avversarie si chiamano Bassano e Reggiana il rischio di ripetere la striscia delle nove dell’anno scorso, grossomodo nel medesimo periodo, esiste eccome. Ieri i danni sono stati limitati al massimo dalle sconfitte esterne di Portogruaro e San Marino, a loro volta in fase nera: tanto che paradossalmente la Spal ha guadagnato un punticino su entrambe. Ma qui bisogna tornare a giocare e a vincere, perché la Spal di oggi è troppo spenta per cullare sogni di gloria, e solo lontana parente di quella che a un certo punto del campionato ha mietuto successi in serie.
Contro il Prato ha debuttato Angelo Alessio, terzo allenatore di stagione dopo Buglio e le due domeniche di Labardi. Lo scossone non si è visto, non nel modo sperato. La Spal ha fatto più possesso di palla del solito, ha subìto rari pericoli in difesa ed è riuscita a creare anche quattro o cinque chiare occasioni da gol, con l’uomo solo davanti al portiere. Ma le note positive si arrestano qui. I biancazzurri sono apparsi ancora appannati, psicologicamente in stato comatoso e atleticamente in difficoltà con l’esplosione improvvisa del caldo, soprattutto alla distanza. Non c’è più cambio di passo, non c’è l’aggressività che si vorrebbe vedere, e il gioco vive di qualche spunto ma non sgorga continuo. Il nuovo allenatore avrà davvero un grosso lavoro da fare, soprattutto sul piano mentale.
La Spal ha confermato infatti una fragilità psicologica che si sospetta sia alla fine il suo limite più grosso. Presa nelle spire di questa crisi, non trova le forze per venirne fuori. Le servirebbe magari un golletto, una situazione di vantaggio, una vittoria anche fortunosa per sbloccarsi. Ieri le occasioni non sono mancate, ma sono state malamente scialate. Bisso in particolare, pur in crescita come presenza in campo, si è mangiato due gol che gridano vendetta. Su un altro pallone non è stato fortunato La Grotteria, mentre Gianella ha preferito un tiro improbabile al possibile servizio a centro area. Quattro occasioni del genere la squadra non le creava da tempo, in una stessa partita. E Bisso ne ha avuto un altro paio di meno clamorose nella ripresa, così come Franchini e La Grotteria nei primi 45’
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Gli errori a ripetizione dei cecchini hanno concesso a un Prato non più che presentabile di superare il momento peggiore e di soffrire meno alla distanza. Il finale di gara infatti non ha più visto la Spal capace di rendersi pericolosa. Alessio ha presentato un 4-3-1-2 che diventava un 4-3-3 a seconda della posizione più o meno avanzata di La Grotteria, affiancato in attacco da Franchini e Bisso. Sulla lunga si è giocato le carte di Sesa e poi di Furlanetto, cercando anche di ridare tono al centrocampo con Fonjock: ma proprio da quel momento in avanti la squadra ha accusato il calo finale producendo poco pochissimo in avanti.
E’ stupefacente come in questo momento siano irriconoscibili giocatori che a lungo sono stati cardini inamovibili della Spal. Bisognerà recuperarli a nuova vita. Metà del lavoro lo può fare il ritorno a un risultato pieno, l’altra metà compete ad Alessio. Parallelamente alla partita si è tenuta la manifestazione di contestazione annunciata dalla curva. I rappresentanti della tifoseria hanno scelto di svolgerla all’esterno dello stadio in Corso Piave, dietro alla tribuna centrale, forse per l’impossibilità di portare all’interno del «Mazza» gli striscioni. Si è trattato nel complesso di una protesta civile, su toni ironico-goliardici, mai insultante nei confronti della società e di Tomasi. Dopodichè, ribadite a gran voce le proprie opinioni, il gruppetto di aficionados che aveva lasciato sguarnita la curva è tornato al suo posto a tifare, e alla fine a inveire nei confronti dei giocatori. I quali danno l’impressione di patire molto la protesta, per inciso. Come si diceva, grande sembra la fragilità psicologica di questa squadra.
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SPAL: Careri, Gianella, Bianchi, Barbi, Servidei, Giorgi, Rossi (26’ s.t. Fonjock), Schiavon (32’ s.t. Furlanetto), Bisso, La Grotteria (23’ s.t. Sesa), Franchini. All. Alessio. A disp.: 12. Millemaggi, 13. Lazzeri, 14. Chadi. 18. Agostinelli.
PRATO: Piovezan, Grego, Polverini, Fogaroli, Bianchi, Lamma, Piantoni (39’ s.t. Bracalello), Moscardi, Silva Reis, Ouchene, Buonocunto (23’ s.t. Ghidotti). All. Di Stefano. A disp.: 12. Cherubini, 13. Panizzolo, 15. Cecchi, 16. Bianco, 17. Landolina.
Arbitro: Paoloemilio di Lanciano.
Note: bella giornata di sole un poco ventosa e molto calda. 970 spettatori paganti e 907 abbonati per un totale di 1877. Ammoniti Lamma, Moscardi, Giorgi e Fonjock. Angoli 4-3 per il Prato.
di Mauro Malaguti
Il cantante siciliano arriverà a Ferrara con la sua tournèe teatrale sabato 15 marzo. Con lui, sul palco, un'orchesta di 23 elementi: jazz classico e funk i generi che troveranno spazio durante la serata.