Ferrara, 29 febbraio 2008 - «L’INCHIESTA deve essere riaperta perchè mia figlia non può essersi ammazzata da sola». Rabbia. Tanta. Dolore. Immenso. Maria Emanuela Natali, mamma di Giada Anteghini morta il 23 gennaio 2006 dopo 14 mesi di coma per l’aggressione subita la sera del 25 novembre 2004, ora non ci sta più. La notizia dell’assoluzione in appello di Denis Occhi, ex marito di Giada, che ha ribaltato la condanna a 20 anni in primo grado, l’ha lasciata senza parole. E oggi chi quella sera nebbiosa d’autunno di quattro anni fa aggredì nella stanza da letto la povera Giada Anteghini non ha ancora nè un nome, nè un volto. Tutto da rifare, dunque.
DRAMMA. «Sono schifata, disgustata e allibita — dice la donna —. Questa sarebbe la giustizia italiana? Perchè tanta diversità tra il primo grado e l’appello? C’è incompetenza da qualche parte? Verrà fatta giustizia prima o dopo per la mia Giada?».
PAURA. Il pensiero corre mille volte a Giorgia, la piccola di 6 anni figlia dell’Anteghini e di Occhi. «Quello che mi fa più paura ora è la bambina. Oggi Giorgia è serena, sa che è amata, a scuola va con grandi profitti. E questo mi riempie di orgoglio. Il pensiero che la sua vita, che è già stata drammaticamente distrutta, possa esserlo ancora, mi fa impazzire. Quando Denis chiederà di vederla cosa succederà? E se decidessero di dargliela in affidamento?».
LIBERO. Il 31enne di Migliaro, per l’omicidio, è rimasto in carcere dal 26 novembre 2004 (il giorno della confessione ai carabinieri di Comacchio, poi ritrattata) al 21 marzo 2005. Poco meno di quattro mesi. Ora stava scontando la condanna per tre rapine perpetrate tra Ferrara e provincia. Condanna che doveva finire l’1 di aprile ma ieri è stato scarcerato, usufruendo della liberazione anticipata. Lo stesso, venerdì scorso, è stato condannato a 9 mesi per una violazione di domicilio a casa della madre e ieri l’avvocato Pietro Gabriele, del foro di Bologna, ha annunciato già il ricorso in appello. «Se dovessi trovarmelo di fronte? — riprende Maria Emanuela — Stiamo scherzando... farò in modo che non venga mai a casa mia». Poi ammette: «Se gli psicologi mi consiglieranno di mostrare la bimba a Denis credo lo farei. Ma solamente per l’amore che provo per Giorgia».
CONVINZIONE. Mercoledì, nell’aula della corte d’assise d’appello di Bologna, lo sguardo della donna ha incontrato quello dell’ex marito della figlia. «Ho provato sempre la stessa sensazione. Tanta rabbia. E mi sono detta ancora che era stato lui. Se anche non lo fosse, come farei a chiedergli scusa? A chiedere perdono ad una persona che so come ha trattato mia figlia? Tutte le minacce che lei ha ricevuto, le denunce contro di lui, il tentativo di aggredire Fiore (il convivente di Giada, ndr). Ci sono troppe cose dietro e solo io so come mia figlia soffriva».
L’INCONTRO. Ieri Natali ha incontrato i familiari di Occhi. «Abbiamo parlato soprattutto di Giorgia — dice —. Come hanno preso l’assoluzione? Insomma, non saprei. L’avvocato di Denis dice che deve essere aiutato. Ma quando hanno tentato di aiutarlo lui non si è fatto aiutare».
LA TELEFONATA. La madre di Giada contesta anche il presunto alibi di Denis: la telefonata fatta tra le 21.27 e le 21.42. «L’ha fatta da via Del Mare, ma attenzione che quella strada è a due passi da Jolanda e non è così distante dall’abitazione di mia figlia». Ora cosa succederà? «Dopo la sentenza sono disgustata. Fiducia nella giustizia? Come posso averla. Mia figlia è come se fosse stata uccisa una seconda volta».
Nicola Bianchi
Il cantante siciliano arriverà a Ferrara con la sua tournèe teatrale sabato 15 marzo. Con lui, sul palco, un'orchesta di 23 elementi: jazz classico e funk i generi che troveranno spazio durante la serata.