Il corteo, contro l'apertura al traffico, è partito da via Oberdan e si è diretto verso sud. E’ arrivato nei pressi dell’hotel Caminetto. Non si è creata confusione, ma solo una fila interminabile di auto sul viale della Vittoria
Porto San Giorgio, 16 giugno 2008 - Forse non era oceanica, ma di folla ce n’era comunque tanta al corteo organizzato dal Coordinamento per la difesa del territorio contro l’apertura al traffico del lungomare. Tanti ciclisti, molti bambini, qualche famiglia con carrozzina, alcuni disabili.
Scortati dai carabinieri e preceduti da un carretto con impianto di amplificazione che diffondeva musica e slogan per sollecitare la restituzione del lungomare ai pedoni. Molti i partecipanti ‘armati’ di fischietto. Il corteo è partito da via Oberdan e si è diretto verso sud. E’ arrivato nei pressi dell’hotel Caminetto.
Non ha creato confusione. Questa c’è stata prima che si snodasse e quando era lontano, per il formarsi di un groviglio di macchine, moto, pedoni e ciclisti sul lungomare centro, cosa peraltro che si verifica quasi di norma. Fila interminabile di auto bloccate sul viale della Vittoria.
I partecipanti, poi, si sono riuniti in via Oberdan dove gli organizzatori hanno spiegato i motivi della manifestazione: "La mobilità degli individui, a partire dai bambini, dagli anziani, dai disabili — hanno detto — è un diritto fondamentale di cittadinanza. Muoversi, passeggiare, poter disporre di spazi comodi e sicuri per incontrarsi rappresenta un ‘bene comune’ da tutelare e difendere. Un bene comune non può essere svenduto per rincorrere interessi corporativi e di lobbies".
Silvio Sebastiani
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