Una coppia di Massa Fermana, su consiglio del medico di famiglia, si rivolge all'ospedale di Macerata dove al piccolo viene diagnosticata una forte infezione del sangue provocata da meningococco. Ora il piccolo è stato trasferito a Bologna, le sue condizioni sono ancora gravi, ma è fuori pericolo
Macerata, 11 giugno 2008 - Bimbo di 7 mesi salvato dai medici. Era stato colpito da una forma acuta di meningite, scambiata in un primo momento per una malattia esantematica, ma la pronta diagnosi dei medici dell’ospedale ha permesso di scongiurare una tragedia.
Protagonista della vicenda un bimbo di sette mesi, che attualmente si trova ricoverato i gravi condizioni all’ospedale pediatrico di Bologna. I sanitari non si sbilanciano, ma quasi sicuramente ce la farà e da grande potrà raccontare di essere stato salvato dai quei camici bianchi che troppo spesso finiscono nel mirino per questioni di malasanità.
Tutto inizia giovedì quando i genitori del bimbo, una coppia di Massa Fermana, si accorgono che il loro figlioletto sta male: ha una forte otite che gli dà anche la febbre. Il giorno seguente la temperatura corpore continua a salire, le condizioni del piccolo peggiorano e al medico di famiglia, dopo aver notato delle macchioline purpuree sul petto, viene il sospetto che il bimbo possa essere affetto dalla sesta malattia.
Scatta l’emergenza e viene disposto l’immediato ricovero all’ospedale di Macerata. Qui i medici, però, dopo un attenta anamnesi, capiscono che non si tratta di una malattia esantematica ma di una forte infezione del sangue provocata da meningococco.
La situazione è disperata, i sanitari dispongono un immediato trattamento antibiotico e poi, dopo essersi consultati con l’ospedale pediatrico di Bologna, trasferiscono d’urgenza il piccolo. Quando il bimbo giunge a Bologna le sue condizioni sono ancora molto gravi, ma non irrecuperabili.
Gli specialisti dopo gli esami di rito, sono fiduciosi e forse già da domani il piccolo potrà essere dichiarato fuori pericolo. Questo grazie al pronto intervento dei medici maceratesi. Se solo avessero tardato di qualche ora nella terapia, per il bimbo non ci sarebbe stato più niente da fare.
I responsabili della Asur di Fermo hanno disposto, per questioni di profilassi, un trattamento antibiotico anche per i genitori del bimbo e per tutti i parenti che in quei giorni hanno avuto contatti con il piccolo. Per una volta, grazie alla bravura dei medici, questa vicenda si potrà ricordare come una storia a lieto fine.
Fabio Castori
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