Nel deposito l’attrito delle ruote causò la scintilla. Il procuratore Baschieri: "Indagati deceduti, indagine finita. Produzione illecita di polvere da sparo"
Montegiorgio, 11 maggio 2008 - E’ stata una scintilla, provocata dalla carriola con cui veniva trasportata la polvere da sparo, a causare l’esplosione della fabbrica di fuochi d’artificio Alessi di Piane di Montegiorgio. Ad un anno esatto dalla tragedia che provocò la morte di tre persone e il ferimento di altre quaranta, il procuratore della Repubblica di Fermo, Piero Baschieri, ha finalmente chiaro il quadro delle indagini.
Le conferme a quello che era già stato ipotizzato dagli inquirenti sono arrivate dalla perizia chimico-pirica effettuata da Paride Minervini, un militare specializzato in balistica (ha effettuato anche la perizia sulla morte del funzionario del Sismi, Nicola Callipari), e il docente di chimica all’università di Pisa, Giovanni Brandimarte.
Quest’ultimo in particolare, che ha fama di essere uno dei più grandi esperti del settore, è stato in grado di stabilire con certezza quale tipo di polvere da sparo ha provocato l’esplosione, analizzando i frammenti di terreno. Dall’altra parte, invece, Minervini ha potuto ricostruire gli ultimi istanti prima dell’esplosione. Secondo il perito, al momento della deflagrazione, uno dei due operai morti sul colpo è entrato nel deposito con una carriola piena di polvere da sparo. L’attrito delle ruote sul pavimento ha fatto scoccare una scintilla dalla quale è scaturito lo scoppio.
"I risultati della perizia – spiega Baschieri – escludono definitivamente la possibilità che ci possano essere altri responsabili di quanto accaduto in quel maledetto pomeriggio". Dunque, non ci sarà alcun nuovo indagato e l’inchiesta sulla tragica esplosione si avvia alla sua chiusura.
"Le due persone indagate per la vicenda, Domenico Alessi e sua moglie Giovanna Allevi – aggiunge Baschieri – sono purtroppo decedute. Pertanto, visto che i defunti non si possono inquisire, appare scontata la conclusione dell’indagine. L’esplosione è stata causata da una scintilla che ha trovato terreno fertile in un ambiente di lavoro, dove le norme sulla sicurezza lasciavano molto a desiderare. Dalle bolle di consegna, è stato appurato che nella fabbrica veniva prodotta illecitamente polvere da sparo, mentre i titolari avevano il permesso soltanto per confezionare i fuochi d’artificio".
Escluse le responsabilità penali di altre persone, oltre ai titolari della fabbrica, il discorso si trasferisce sul piano civile. In questo caso ci sarà da capire chi dovrà risarcire le decine di milioni di euro di danni causati dall’esplosione.
Fabio Castori
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