"I temi tattici saranno prima di tutto quello di un grosso impegno nel limitarne la pericolosità nei rimbalzi, consentendo loro un solo tiro per ogni possesso. Inoltre dobbiamo difendere molto forte per cercare di sporcare i loro tiri"
Montegranaro, 8 maggio 2008 - Kiwane Garris, sensazioni particolari sfidando l’Armani? "Sono solo contento di esserci".Che ricordi ha di Milano? "Che eravamo una signora squadra, con ottimi giocatori interni, e che siamo arrivati in semifinale".
Il suo duello con Booker sarà una sfida nella sfida? "In realtà non la considero una sfida, bensì una bella opportunità di incontrare un avversario di grande valore". Sarà anche la sfida tra Vitali e Gallinari. Quale il loro futuro? "Non ho idea. E poi non vedo una sfida tra di loro, dato che giocano in ruoli diversi".
Quali altri duelli potranno essere determinanti? "Penso a Ford contro Watson". Come valuta il play off di una formazione emergente come Montegranaro contro una realtà consolidata come Milano? "Dimostra solo che il tempo cambia le cose, per cui vi sono squadre che fino a poco tempo fa erano in campionati minori, come la B1 o la Legadue, e che adesso possono essere competitive contro i mostri sacri della pallacanestro italiana".
Secondo lei, quella tra la Premiata e l’Armani sarà una serie tirata fino all’ultimo? "E’ difficile prevederlo. Così d’acchito mi verrebbe da dire di sì. Ma va ricordato che bisogna concentrarsi su una gara per volta". Quali le maggiori insidie che può nascondere Milano? "I temi tattici saranno prima di tutto quello di un grosso impegno nel limitarne la pericolosità nei rimbalzi, consentendo loro un solo tiro per ogni possesso. Inoltre dobbiamo difendere molto forte per cercare di sporcare i loro tiri".
C’è un’arma di cui la Premiata dispone in più e che potrebbe fare la differenza? "Io spero che a fare la differenza sia la ‘Chimica’ che c’è tra di noi, ‘Chimica’ che è stata costruita fin dall’inizio dell’anno. La speranza è che sia migliore della loro". Può influire il fattore campo? "Certamente sì! E’ molto importante avere il vantaggio del fattore campo nei play off. E’ per questo che nella stagione regolare ci si ammazza di fatica per conquistarlo".
Sarà per loro un vantaggio l’essere abituati a giocare ogni tre giorni? "Non credo che farà la differenza o comunque non la farà più del fatto di essere in ottima forma. E noi siamo in ottima forma. Speriamo che sia questo a fare la differenza a nostro favore, mentre per loro l’aver giocato così tante partite durante la stagione potrebbe costituire uno svantaggio".E la panchina quanto influisce? "Forse l’Armani può avere una rotazione maggiore della nostra, ma non temiamo questo aspetto".
Silvio Sebastiani
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