Giuliano Maresca, il grande ex, ha voglia di tornare al PalaSavelli: "Voglio giocare su quel parquet e rivedere tante persone con le quali ho condiviso 4 anni stupendi". Poi il consiglio: "Per prima cosa bisogna frenare gli ardori gialloblù"
Montegranaro, 5 maggio 2008 - Quando la Benetton Treviso venne al PalaSavelli lui si era appena trasferito dalla squadra trevigiana a quella milanese dell’Armani Jeans e questa era già stata ospite nel palasport sangiorgese.
Quindi, l’ex capitano gialloblù, Giuliano Maresca, non ha avuto ancora la possibilità di tornare su quel parquet che, per quattro stagioni, lo ha visto tra i maggiori protagonisti degli straordinari successi della squadra di Montegranaro: ''Ho un grande desiderio di tornare a giocare nel PalaSavelli e rivedere tante persone con le quali ho condiviso 4 anni stupendi — afferma —. Spero proprio che il mio ginocchio non faccia capricci e mi consenta di venire sabato prossimo per la prima dei play off''.
Cosa le è successo al ginocchio? ''Ha cominciato a farmi male poco dopo il mio trasferimento a Milano. Si pensava che non avessi proprio niente, per cui sono andato avanti allenandomi a singhiozzo per un disturbo che andava e veniva. Adesso sono dieci giorni che sto a riposo, facendo solo terapia. Lunedì (oggi per il lettore) riprendo ad allenarmi con la squadra''.
Ce la farà a giocare sabato prossimo? ''Io ci voglio essere alla prima partita, anche se non so quanti minuti potrò essere utilizzato, in considerazione che sono 10 giorni che non mi alleno''.
Lei ha già disputato dei play off. ''Sì, con la Premiata e per tre anni di fila. Ora mi trovo a farli contro la mia ex squadra. Spero di riuscire a togliermi qualche soddisfazione del tipo di quelle che ho avuto a Montegranaro: il primo anno vincemmo i play off di B1, il secondo come neo promossa in Legadue arrivammo in finale e il terzo anno li abbiamo vinti, conquistando la serie A. So quindi cosa significhi disputare un torneo del genere e quanto sia difficile, perché interviene tutta una serie di fattori, per cui non è detto che una formazione più forte sulla carta riesca poi a prevalere. E’ un campionato a sé ed è molto importante arrivarci in buone condizioni sia fisiche e sia psicologiche''.
Che ricordi ha di quei play off? ''Si respirava un clima tutto particolare e poi sono stati estremamente belli; anche perché in tutti e tre abbiamo giocato contro Rieti, rivale storica di Montegranaro. Questo ha contribuito ad enfatizzare le emozioni perché era una sfida molto sentita''.
Che serie sarà Premiata-Armani Jeans? ''Si affrontano le due squadre che hanno disputato il miglior finale di campionato, per cui sia loro che noi arriviamo con una condizione buona. Saranno i piccoli episodi a decidere le partite, che saranno molto combattute''.
A suo parere, c’è qualcosa che ha di più Milano rispetto a Montegranaro e viceversa? ''L’unica cosa che mi viene in mente è che Milano ha più giocatori che hanno affrontato gare di questo livello. Però penso anche che Montegranaro abbia dimostrato ciò che vale senza accusare mai un momento di calo e dimostrando una grande forza mentale. Insomma, non vedo vantaggi né per noi né per loro''.
Quali gli aspetti di gioco che contraddistinguono le due formazioni? ''Essendo la Premiata una squadra che, almeno per quanto riguarda il quintetto, è più giovane della nostra, corre molto di più e fa dell’intensità e dell’atletismo le sue armi migliori. Riuscire a fermare la sua carica agonistica potrebbe costituire la chiave della serie''.
Silvio Sebastiani
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