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IL CASO

"I precari della provincia di Ascoli
non posso scaricarli a Fermo"

Le perplessità sollevate dal coordinatore di Unione Democratica, Pino Alati, sulla stabilizzazione dei 105 precari della provincia di Ascoli Piceno, sono state raccolte da Nello Raccichini (nella foto) e Mauro Pieroni

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Nello Raccichini, Fermo Fermo, 5 maggio 2008 - Finalmente comincia a muoversi qualcosa. Le perplessità sollevate dal coordinatore di Unione Democratica, Pino Alati, sulla stabilizzazione dei 105 precari della provincia di Ascoli Piceno, che il presidente Massimo Rossi vorrebbe affibbiare alla nuova provincia di Fermo, sono state raccolte da altri autorevoli esponenti politici del Fermano.

 

"Leggo dell’iniziativa che starebbe per assumere l’attuale provincia di Ascoli Piceno per la sanatoria di 105 precari da assegnare alla nuova provincia di Fermo. Rilevo immediatamente, come presidente del Consiglio comunale — scrive Nello Raccichini —, che tale operazione non è istituzionalmente corretta. Infatti non si può prefigurare e quindi ingessare la pianta organica della nuova provincia, imponendo un peso paralizzante".

 

"Di fatto, si interviene pesantemente sulla libertà e la possibilità di scegliere, in maniera più adeguata possibile alle esigenze, figure professionali consone allo sviluppo dell’intero territorio del Fermano. Avanzo addirittura l’ipotesi — prosegue Raccichini — che sia una operazione non possibile dal punto di vista amministrativo, in quanto estranea alla provincia di Fermo. Mi pare anche debba ancora riunirsi la commissione paritetica e quindi è necessario aprire un confronto. Ha fatto bene l’ex presidente Alati a sollevare la questione, che va secondo me bloccata, in attesa di una approfondita valutazione di tutti gli organi competenti, compresi gli esponenti politici del nostro territorio".

 

"E’ un problema che va affrontato attentamente sotto diversi profili: amministrativo, istituzionale, politico e anche economico. Non voglio sottovalutare le necessità dei precari — conclude Raccichini —, ma credo che si possa risolvere il problema in un contesto più ampio".

 

Durissima anche la presa di posizione del sindaco di Lapedona, Mauro Pieroni. "Sono completamente d’accordo con Alati — afferma — e mi fa piacere che ci sia chi, pur appartenendo all’area politica del centrosinistra, non guarda al colore politico, ma all’interesse del territorio. I precari hanno ragione a voler essere stabilizzati, ma da parte della provincia di Ascoli si è abusato di questo genere di contratti e oggi si devono rincorrere le possibilità di assunzione stabile, con costi notevoli".

 

"Mi spiace — prosegue il sindaco di Lapedona — che nel Fermano, tranne qualche eccezione, i politici, troppo impegnati a trovare collocazione in vista delle prossime elezioni provinciali, tacciano su questo argomento, così come sulla valutazione del patrimonio immobiliare da dividere. Scandalosa, al riguardo, la proposta del sindaco di Montegranaro Basso di valutare appena 3 milioni di euro palazzo San Filippo, sede dell’attuale Provincia".

 

"Quanto ai 105 precari — conclude Pieroni — è chiaro che non possono essere scaricati sulla provincia di Fermo, con relativi incentivi economici. L’attuale Giunta provinciale, presidente e assessori, a partire da quelli fermani, deve assumersi le proprie responsabilità. Si vuole ancora una volta massacrare il Fermano?''.

p. m.

 









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