2008-07-24
di ANDREA ALESSANDRINI
ARRIVANO anche le comprensibili obiezioni delle imprese che vi sono insediate e delle associazioni che le rappresentano alla paventata prospettiva dellapertura di un centro di cultura islamico nellarea produttiva di Torre del Moro. Martedì la questione è stata affrontata in un incontro che ha riunito Confartigianato, Cna, Api e lassociazione Centro Servizi Torre del Moro, rappresentata dal presidente Rino Targhini. Al termine proprio questultimo, con un telegramma, ha sollecitato un incontro urgente al sindaco Giordano Conti, il quale peraltro ieri prima che in serata della vicenda si discutesse in commissione consiliare ha chiarito espressamente che non ci sono al momento determinazioni. «Nessuna autorizzazione ha detto smentendo voci incontrollate è stata ancora concessa. La Dia (ovvero la denuncia di inizio di attività, la pratica amministrativa avviata per procedere al cambio di destinazione duso - ndr) è tuttora allesame delAusl».
LE OBIEZIONI riguardano naturalmente la compatibilità di un centro di aggregazione islamica (e verosimilmente di culto) nel contesto di unarea produttiva. «Fermo restando che non esistono posizioni preconcette e pregiudiziali nei confronti di qualsivoglia comunità si legge in comunicato diramato dallassociazione di imprese e dalle tre organizzazioni imprenditoriali , il problema è duplice. Da una parte si vogliono avere tutti gli elementi per verificare se la richiesta di cambio di destinazione duso di un capannone ad utilizzo produttivo in edificio adibito a ritrovo e aggregazione, è consentito dal Prg in unarea Pip che prevede regole non certo aggirabili. In secondo luogo esiste una questione ancora più sostanziale: che impatto potrebbe avere una struttura come il centro culturale e di aggregazione islamica in unarea concepita per tuttaltro utilizzo, squisitamente produttivo, ad esempio per quel che attiene allo standard dei parcheggi previsti? Le attività delle imprese insediate e l'attività del centro islamico sono compatibili tra loro?». «Si tratta di questioni, lo ribadiamo conclude la nota , non pregiudiziali, ma in ogni caso dirimenti per decidere se procedere al cambiamento di destinazione duso, oppure stabilire che linserimento del centro di aggregazione sarebbe più armonico e concretizzabile in un altro sito».