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FERROVIA & STAZIONE

Tav, cantieri in ritardo di due anni
Fine dei lavori prevista per il 2012

A comunicarlo è il presidente dell'Osservatorio ambientale sull'Alta velocità, Alessandro Di Stefano, che fa anche il punto sugli indennizzi: 571 le domande pervenute, 387 quelle accettate Commenta

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La Tav a Bologna Bologna, 10 maggio 2008 - Con i disagi provocati in via Carracci dai cantieri dell'Alta Velocità bisognerà fare i conti almeno fino al 2012. I tempi li ha ribaditi oggi, nel corso di una commissione consiliare della Provincia di Bologna, il presidente dell'Osservatorio ambientale sulla Tav, Alessandro Di Stefano. "Si sono accumulati due anni di ritardo rispetto ai tempi previsti", spiega (per il rinvenimento prima di terreni inquinati e poi di un cimitero romano). Quindi, dalla scadenza del 2010 si passa al 2012. Con l'occasione, Di Stefano fa il punto sugli indennizzi per i residenti danneggiati da polveri e rumori. Le domande pervenute sono 571, di cui 387 dichiarate indennizzabili.

 

Le famiglie già risarcite sono 316, e per altre 44 il pagamento è in corso. In fase di istruttoria ci sono altre 21 pratiche, mentre quattro sono sospese e per due non è stato trovato un accordo. Passando alle attività produttive, le richieste accolte sono 35 su 42: 15 concluse, 13 in corso, 6 in istruttoria e una non concordata. Un altro capitolo è quello della sostituzione degli infissi e all'installazione di impianti di condizionamento, finalizzati a ridurre l'impatto sempre di polveri e rumori. Gli immobili individuati per queste misure sono 52. Per 23 i lavori sono stati già ultimati e 16 sono in corso; 11, tra proprietari e inquilini, non hanno risposto alle comunicazioni inviate e due hanno rifiutato gli interventi.

 

La situazione più problematica è naturalmente quella dello stabile di via Carracci 6, interessato da "danni statici" che hanno provocato "alcuni elementi di cedimento". I lavori che li hanno causati al momento sono stati interrotti, ma rimane il problema degli inquilini costretti a traslocare (almeno fino alla fine dei lavori in questione).

 

Finora l'unico a trasferirsi è stato uno studio professionale, mentre una concessionaria automobilistica dovrebbe farlo a giugno. Poi c'è una scuola privata, una di teatro e sei esercizi commerciali. Ma soprattutto, sei nuclei familiari per un totale di 15 persone, con cui Rfi "sta negoziando per vedere dove vogliono trasferirsi", spiega Di Stefano. Ma a giudicare da quanto emerso negli scorsi giorni, le trattative non si annunciano brevi.
Purtroppo "lavori di questo tipo sono complicati - commenta Di Stefano - e qualche sorpresa può esserci".

 

Quando si lavora "sottoterra si va per campioni - spiega - e si capisce davvero la situazione solo quando ci si trova nel mezzo". Tradotto, "per quanti studi si possano fare ci sono sempre dei margini superiori di errore". Nel complesso, però, il giudizio fornito è positivo: "I cantieri Tav, soprattutto in Emilia-Romagna, sono i migliori che abbia mai visto". Questa è una soddisfazione, certo, "ma non significa che non bisogna fare di più e meglio".

 

Anche quella dell'Osservatorio risulta "un'esperienza positiva", anche se su alcuni punti c'è stato qualche passaggio a vuoto. Ad esempio "poca capacità di comunicare con l'esterno, ma stiamo tentando di recuperare". Di Stefano ricorda l'apertura dell'infopoint per i cittadini, e anticipa che "stiamo realizzando un sito web". Il dato più positivo, per una volta, sembra invece quello dei costi. Gli appalti si sono chiusi con ribassi sulla base d'asta del 10-15%. E per il tratto tra Bologna e San Ruffillo ("particolarmente oneroso") anche del 40%, "con risparmi di soldi pubblici abbastanza consistenti". Alla commissione è presente anche Emanuele Burgin, assessore provinciale all'Ambiente, che però si limita ad assicurare la sua "massima fiducia nel Comune e nell'Osservatorio".

 
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