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CLOCHARD PICCHIATO

Chiesto il rinvio a giudizio per uno degli aggressori
Si aggrava l'imputazione: omicidio preterintenzionale

Mariano Tuccella fu picchiato e derubato senza motivo da tre ragazzi ubriachi e, a distanza di sei mesi, morì per le botte ricevute. Il fatto risale alla notte tra il 30 settembre e l'1 ottobre di fronte al Mercato delle erbe in via Ugo Bassi

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Clochard Bologna, 9 maggio 2008 - Il clochard Mariano Tuccella fu picchiato e derubato senza motivo da tre ragazzi ubriachi e, a distanza di sei mesi, mori' per le botte ricevute. Oggi per quel pestaggio, che risale alla notte tra il 30 settembre e l'1 ottobre di fronte all'ingresso del Mercato delle erbe in via Ugo Bassi, il pm Enrico Cieri, titolare dell'inchiesta, nel corso dell'udienza preliminare ha chiesto il rinvio a giudizio di uno dei tre aggressori, Vincenzo D'Amore: non piu' per lesioni aggravate, pero', come ipotizzato nel corso delle indagini, ma per omicidio preterintenzionale.

 

Questo perche' il senzatetto, di 49 anni e originario di Campobasso, lo scorso 29 marzo e' morto per l'aggravarsi delle ferite. Per D'Amore, poi, l'accusa e' anche di rapina, perche' nel corso del pestaggio i ragazzi portarono via al clochard un borsello contenente cinque euro.Degli altri due indagati palermitani, per il ventenne Carmelo Fiorenza il pm ha chiesto l'archiviazione, mentre il quindicenne e' gia' stato condannato dal Tribunale dei minori per l'accusa di lesioni aggravate. Ora pero', la morte del senzatetto portera' necessariamente all'apertura di un nuovo fascicolo perlomeno con l'accusa di omicidio preterintenzionale.

 

All'udienza di questa mattina, davanti al gup Alberto Gamberini, erano presenti anche gli Avvocati di strada di Bologna, l'associazione legata agli Amici di piazza grande che da sempre offre assistenza legale gratuita a senzatetto ed emarginati: per conto loro, il legale Desi Bruno ha avanzato richiesta di costituirsi parte civile.

 

L'altro ragazzo indagato per cui il pm ha deciso di chiedere l'archiviazione, Fiorenza, si e' presentato all'udienza accompagnato dagli avvocati difensori, chiedendo di essere sentito: davanti al gup ha ribadito la propria estraneita' ai fatti. Ha raccontato che quando i due suoi amici, con cui era di passaggio a Bologna per festeggiare il suo compleanno, picchiarono il clochard, lui si trovava in posizione defilata, piu' avanti sulla strada di ritorno verso l'abergo in cui alloggiavano in centro. Sentite le urla, era tornato sui suoi passi, aveva intuito cosa fosse successo e li aveva duramente sgridati, ma ormai era troppo tardi. I tre erano stati arrestati poco dopo in albergo, in via della Zecca, dalla Polizia che aveva ascoltato i racconti di alcuni testimoni.

 

Fiorenza venne scarcerato dopo pochi giorni dall'arresto proprio perche' a confermare la versione fornita oggi al gup erano state le parole dei testimoni, che avevano visto soltanto due persone pestare e derubare il senzatetto. D'Amore, invece, dopo aver negato, davanti al giudice per le indagini preliminari ammise di aver colpito Tuccella con due pugni, ma solo dopo che lui lo aveva afferrato per la maglia.

 

Al processo di questa mattina si e' presentato anche il fratello del clochard, che fa l'operaio, chiedendo di costituirsi parte civile. Sulla sua richiesta e su quella degli Avvocati di strada, oltre che sulle richieste del pm, il gup Gamberini decidera' nella prossima udienza fissata al 6 giugno. Il Comune di Bologna, dopo la sua morte, ha deciso di intitolare alla memoria del clochard la strada virtuale che viene assegnata ai senzatetto per permettere loro di avere un documento di identita' valido: fino al 7 aprile si chiamava via Senzatetto, oggi si chiama via Mariano Tuccella.
 

 









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