Villanova, bloccata la donazione della collezione di armi antiche. «Don Nunzio voleva donare la sua collezione al museo dei carabinieri ma la Curia bloccò tutto, in virtù dell’enorme valore che hanno quei cimeli» Commenta
CASTENASO — «DON NUNZIO voleva donare la sua collezione al museo dei carabinieri ma la Curia bloccò tutto, in virtù dell’enorme valore che hanno quei cimeli». C’è una nuova verità sul caso delle armi (580 pezzi) custodite nella canonica della parrocchia di Villanova di Castenaso e accumulate dall’ex parroco, don Annunzio Gandolfi. Una pesante eredità, lasciata al nuovo sacerdote, don Stefano Benuzzi (nella foto), che domenica durante la messa si è pubblicamente lamentato della situazione. I conoscenti raccontano che don Nunzio, oggi ricoverato presso la Casa del Clero, più volte avrebbe sollecitato il trasferimento della sua scomoda collezione. L’anziano sacerdote, che negli anni ’60 aveva censito le armi del Vaticano, in gioventù era stato partigiano e da seminarista faceva la scorta ai preti. Oltre alle armi e ai cimeli del West americano, per i quali è in possesso di una speciale licenza, aveva creato un enorme archivio fotografico sullo scoutismo, di cui è stato uno dei padri fondatori, oggi depositato presso il convento dei frati cappuccini. Parroco di Villanova per trent’anni, dal ’76 al 2006, in paese don Nunzio è ricordato anche come promotore del parco fluviale. Prima di lasciare la parrocchia di Sant’Ambrogio, il sacerdote ‘con i baffi’ aveva scritto un testamento nel quale chiedeva che la sua collezione — 500 milioni di lire il valore stimato — fosse donata al Museo Nazionale dell’Arma dei carabinieri. Data l’impossibilità di dare corso a un testamento con la persona ancora in vita, l’Arma suggerì di affidare la collezione alla polveriera di Marano e alla famiglia del parroco di effettuare una donazione. Soluzione non gradita alla Curia.
«DA ROMA erano arrivati persino i vertici dei carabinieri a visionare la collezione privata, tra le pìù grandi in Italia — rivela Paolo Maccaferri, il redattore del testamento —. Don Nunzio voleva cedere gratuitamente tutti i suoi cimeli, ma la Curia si oppose». Inizialmente era previsto che la collezione fosse destinata a Villa Gozzadini, in fase di restauro. E gli stessi parrocchiani in possesso di vecchie armi, contando su questo progetto poi sfumato, le regalavano alla parrocchia. In seguito è emerso un interessamento da parte della fondazione Carisbo ad acquisire la collezione nonché del museo delle armi di Castel del Rio. «Si tratta di un museo in piena regola, non di un arsenale», chiarisce don Mauro Piazzi, sacerdote nella parrocchia di Fiesso e cappellano della polizia, che inoltre spiega di essere stato nominato responsabile della collezione dal 2006 «proprio perché il nuovo parroco di Villanova non si era mostrato disponibile». E aggiunge: «Non è solo una collezione di armi, ma raccoglie anche vestiti, documenti, libri e riviste, tutto materiale di notevole importanza storica». Don Piazzi ribadisce che il museo non rappresenta un pericolo: «Tutto è custodito a norma di legge e per ora resta dov’è, anche perché c’è un vincolo della Soprintendenza che impedisce di spostarlo».
Lorenzo Priviato
Quindicesimo appuntamento con il Merc’Ant di primavera, da domani a domenica nella basilica di Santo Stefano. I prodotti concessi da vari sostenitori della Fondazione Ant, tra cui firme come Furla e Calvin Klein, verranno venduti dalle 9 alle 12 e dalle 15,30 alle 18,30. I monaci Benedettini Olivetani hanno messo a disposizione i tre secolari chiostri della basilica per l’evento Per una volta fare shopping non sarà peccato!