«SONO qui in ritardo. Un prefetto che viene a Bologna dovrebbe entro una settimana ‘costituirsi’ al Carlino». Comincia con una battuta la visita al nostro giornale di Angelo Tranfaglia, avellinese, 59 anni, che dal 26 marzo rappresenta il governo nella nostra città. Pierluigi Visci, direttore di Qn e Carlino, gli regala il ‘Carlino d’oro’, tradizionale omaggio per i visitatori illustri. Poi, la visita alle redazioni, dove Tranfaglia, accompagnato dal capo di gabinetto Francesco Russo, saluta con affetto giornalisti che in passato dirigevano redazioni locali di giornali del gruppo a Lucca, Perugia e Rovigo, città in cui è stato prefetto.
«Allora, che fa questo Bologna?», chiede subito ai colleghi della redazione sportiva. «Bisogna che tifiamo di più», aggiunge, non nascondendo (diplomatiche?) simpatie per i rossoblù. Ma poi preferisce «restare neutrale, forse è meglio», di fronte all’impegnativa scelta di campo fra le due squadre di basket Virtus e Fortitudo.
«Questa è la prima testata che visito, ci tenevo molto», commenta Tranfaglia. Perché «il prefetto di Bologna non può non sapere come si fa il Resto del Carlino». La visita continua nel settore dei poligrafici, dove le pagine vengono disegnate su video. «La sera, a che ora ‘chiudete’ la prima edizione del giornale?», chiede il prefetto.
TRANFAGLIA si sofferma a lungo alla redazione Internet, dove si mostra molto interessato all’elaborazione del quotidiano on-line. Più tardi, chiederà l’indirizzo web (ilrestodelcarlino.it/bologna) su cui rivedere la videointervista rilasciata a Visci. «Questa testata storica non dimostra i suoi 123 anni, e grazie alle nuove tecnologie è lanciata verso il futuro», commenta il prefetto, entusiasta delle nuove rotative full color che ogni sera sfornano le 15 edizioni locali del nostro giornale, e attento alle spiegazioni di Giovanni Toso, amministratore delegato della Poligrafici Printing.
Il prefetto definisce il Carlino «punto di riferimento fondamentale per l’informazione della città e di questa regione». E ritiene «fondamentale che, da parte di quanti hanno responsabilità nelle istituzioni, ci sia la più ampia disponibilità a comunicare». Perché ogni volta che le istituzioni «si fanno sentire vicine ai cittadini, fanno un importante servizio alla democrazia».
Tranfaglia parla anche di lavoro e di primo maggio.
E questa mattina (alle 10.30, al teatro Comunale) consegnerà le ‘Stelle al merito del lavoro’ a 81 lavoratori della nostra regione che si sono distinti per meriti di perizia, laboriosità e dedizione nell’arco di almeno 25 anni.
Il prefetto chiede con forza «un riguardo specialissimo per i lavoratori», perché «non ci può essere attenzione solo nel momento dell’emergenza». Poi invoca con forza «il rispetto delle regole», che deve diventare «ogni giorno un impegno concreto per tutti», perché «non si può più morire sul lavoro».
Non rispettare le regole «cercando di evitare gli oneri che ciò comporta è un atteggiamento miope, avverte ancora Tranfaglia. Perché «solo con il pieno rispetto delle regole nei luoghi di lavoro ci sarà progresso per tutti».
Il concertone del Primo Maggio sbarca anche quest’anno in Piazza Maggiore. Dalle 20 in poi si potrà celebrare la Festa dei lavoratori: con il combat folk dei Modena City Ramblers e le cover della Rino Gaetano Band ad intrattenere il pubblico. Il concerto è stato organizzato in collaborazione con Cgil-Cisl-Uil