Bologna, 29 aprile 2008 - «Noi non abbiamo cambiato posizione contrariamente a quello che si dice. La posizione dell'amministrazione resta esattamente quella deliberata dalla giunta e costruita sulla base di un lungo percorso partecipativo che ha coinvolto i cittadini del quartiere: per noi la moschea si può fare solo a quelle condizioni». È quanto chiarisce oggi il sindaco di Bologna Sergio Cofferati, spiegando ai cronisti a Palazzo D'Accursio che i motivi dello stop al progetto della nuova moschea dipendono interamente da un cambiamento di atteggiamento del Centro islamico che doveva realizzare il progetto e non da una modifica che riguarda le posizioni del Comune.
«Il Centro culturale islamico ci ha comunicato che non intende più fare la fondazione che era il luogo da noi immaginato come il punto di verifica e di controllo del flusso dei finanziamenti» specifica il sindaco, ribadendo che così «decade il progetto della moschea, ma la responsabilità è degli altri, la scelta l'hanno fatta loro e noi ne abbiamo preso atto. Per noi - ammette - non ci sono possibili alternative alla delibera che abbiamo votato anche per una questione di serietà: la nostra posizione rimane quella di prima». Il Centro culturale ilsamico, invece, non intende più rispettare quello che per noi è uno dei cardini della proposta» ripete il primo cittadino, ricordando che «sulla fondazione abbiamo lungamente discusso anche i nostri avvocati e i loro. Ora hanno cambiato idea, benissimo: non si cono più le condizioni per fare la moschea».Quanto alla proposta del Centro di creare una sorta di onlus e non più quindi una fondazione, Cofferati fa notare inoltre che «l'associazione che loro propongono è una cosa profondamente diversa, tra l'altro i costi della fondazione erano noti anche prima».
La fondazione, rimarca ancora una volta «rispondeva a criteri ben definiti: il controllo della gestione e la trasparenza dei flussi finanziari erano per noi una condizione derimente ed è quello che abbiamo detto per oltre un meso e mezzo incontrando tutti i cittadini e le rappresentanze del quartiere».
Alle dichiarazioni di An e della Lega Nord che sulla vicenda hanno parlato di un 'dietro front' dell'amministrazione, dovuto anche all'esito del voto del 13 e 14 aprile, Cofferati replica, invece, «io non ho fatto nessun passo indietro. Sono rimasto esattamente vincolato agli impegni che ho preso con i cittadini di Bologna. È in virtù del cambiamento di atteggiamento del Centro islamico che decade la proposta, e poi l'avevo già detto subito dopo le elezioni: nulla cambiava e nulla è cambiato anche in questo momento».
Resta però, a livello cittadino, un problema di gestione del traffico e della viabilità nella zona della Croce del Biacco dove è attualmente collocato il luogo di culto islamico e che aveva spinto il Comune a valutare, appunto, lo spostamento della moschea. «Quello è un problema che rimane e lo affronteremo» assicura il sindaco, rispondendo ai cronisti.
Altro fronte quello della presa di distanza dall'Ucoii, fortemente richiesta alle comunità islamiche anche dal ministro dell'Interno uscente Giuliano Amato. «Questo è un tema subentrato che non è ovviamente tra gli argomenti previsti dalla delibera, ma è un elemento che si aggiunge, anche questo importante e negativo» sostiene Cofferati per il quale, più in generale, «il legame con l'Ucoii è un problema per questo paese».
«Ci sono azioni che erano state intraprese dal precedente ministro degli interni e immagino - conclude - che anche il suo successore, verso la comunità islamica, vorrà affrontare il tema e vedremo come lo farà».
Il concertone del Primo Maggio sbarca anche quest’anno in Piazza Maggiore. Dalle 20 in poi si potrà celebrare la Festa dei lavoratori: con il combat folk dei Modena City Ramblers e le cover della Rino Gaetano Band ad intrattenere il pubblico. Il concerto è stato organizzato in collaborazione con Cgil-Cisl-Uil