Bologna, 28 aprile 2008 - Le proteste contro la pedonalizzazione della zona universitaria di Bologna stanno decimando i difensori del progetto, facendoli sentire come a Fort Alamo. E il presidente del Quartiere S.Vitale, Carmelo Adagio, accusa il colpo. "Comincio a sentirmi isolato", si sfoga in una lettera aperta a tutta la citta' resa nota oggi. "Il progetto relativo alla zona universitaria e' uno dei progetti piu' qualificanti dell'amministrazione Cofferati- sostiene Adagio- non e' un pallino di un singolo assessore o di un presidente di Quartiere verde. Se fosse cosi'- dice chiaro e tondo il numero uno del S.Vitale- grazie, per quel che mi riguarda faccio un passo indietro". Al contrario, insiste Adagio, "se non e' cosi' l'amministrazione intera, e l'intera maggioranza, facciano uno scatto d'orgoglio e rivendichino la bonta' della proposta".
Il presidente del Quartiere suona insomma la sveglia. E lo fa richiamando all'ordine prima di tutto la Giunta comunale e, soprattutto, il Pd, "fino ad oggi assente dal dibattito", critica Adagio. Tant'e' vero che per lunedi' 12 maggio (il D-day e' per il 15 del prossimo mese), alla vigilia dell'entrata in vigore del provvedimento, al S.Vitale e' previsto "un Consiglio di quartiere aperto", per discutere ancora una volta della pedonalizzazione, a cui sono invitati "sia i fautori del provvedimento, sia i suoi critici. Studiamo insieme- e' l'invito di Adagio- forme di monitoraggio e di verifica", un vero e proprio "tavolo di monitoraggio aperto ovviamente a chi e' critico" e attivo "mese per mese". Lo sfogo di Adagio prende le mosse dalla spirale delle proteste che in questi giorni ha circondato il progetto di chiusura al traffico della zona universitaria, culminata con l'annuncio di ricorso al Tar da parte di commercianti e residenti.
Le pedonalizzazione della zona universitaria sembra ormai "sembra un provvedimento figlio di nessuno", si stupisce il presidente del S.Vitale. E dire che sul progetto, il Quartiere "ha organizzato 81 incontri e coinvolto circa 4.000 persone", raccogliendo non solo critiche ma anche consenso. Anzi, "molte osservazioni critiche sono state recepite- sottolinea Adagio- migliorando cosi' il progetto". Al momento, pero', "solo l'assessore alla Mobilita', Maurizio Zamboni, e il Quartiere lo difendono- sottolinea con tono sconsolato il numero uno del S.Vitale- mentre quella che era nata come opposizione sul merito e' diventata opposizione di principio", basata su due aspetti "non dimostrati- ammonisce Adagio- la paura di un crollo economico delle attivita' commerciali e la paura data da un clima di insicurezza".
Il presidente del Quartiere ci tiene pero' a ricordare che residenti e commercianti "potranno entrare liberamente nella zona", mentre tutti gli altri avranno "molteplici alternative di mobilita', soprattutto linee di autobus". Quanto al degrado, poi, "non ritengo che i problemi di vivibilita' e insicurezza- sostiene Adagio- possano essere messi in rapporto di causa-effetto con la pedonalizzazione. Ben altri sono i fattori che incidono- afferma il numero uno del S.Vitale- la riqualificazione commerciale, l'animazione culturale, la mediazione sociale, la qualita' dello spazio pubblico, i servizi igienici e gli spazi per gli studenti".
Intanto, il Pd comincia a battere qualche colpo a favore della pedonalizzazione della zona universitaria. E' il circolo "Centro storico-Belle arti" ad aver approvato un documento di sostegno al provvedimento, presentato oggi, a margine del Consiglio comunale, al capogruppo dei democratici in Comune, Claudio Merighi. Nel documento, il circolo del Pd si dichiara convinto che il progetto "e' in grado di migliorare concretamente la condizioni di vita di residenti e commercianti".
Allo stesso tempo, "riteniamo infondate le preoccupazioni espresse da associazioni di categoria e gruppi di cittadini". Ma, avvertono dal circolo del Pd "Belle Arti", la pedonalizzazione "da sola non e' sufficiente: puo' costituire solo un tassello di una strategia piu' ampia di rilancio della zona universitaria", che passi per la riqualificazione delle attivita' commerciali, dalle iniziative culturali e da nuovi spazi giovanili.
Il mondo bolognese della danza scende in strada, cosi' come accade in tutto il mondo dal 1982. Il programma e' ricchissimo e articolato. Il "via alle danze" e' in programma alle 10, in vari luoghi della citta', tra cui piazza Maggiore, il Mambo- Museo d'arte moderna, i Giardini Margherita, il Fiera district e persino la linea 13 del bus. Dalle 18 sara' soprattutto il centro storico ad animarsi di performance. la giornata si concluderà al Mambo LEGGI L'ARTICOLO