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Crisi dei cereali sotto le Due Torri
Cavalcano i prezzi di farina e pasta

La farina resta dunque al primo posto nella graduatoria degli aumenti annui tra i prodotti alimentari. Al secondo posto la pasta di semola. Volano anche i latticini. Sull'onda dei rincari del petrolio, l'impennata dei prezzi per i prodotti energetici non accenna a diminuire anche a Bologna Commenta
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un piatto di spaghetti Bologna, 26 aprile 2008 - La crisi dei cereali a livello mondiale si fa sentire anche sotto le Due Torri. Continua infatti la cavalcata del prezzo della farina, che in un mese e' aumentato dell'1,5%. E cosi', se a febbraio la farina costava il 29% in piu' rispetto al 2007, a marzo l'aumento su base annuale tocca quota 30,6%. La farina resta dunque al primo posto nella graduatoria degli aumenti annui tra i prodotti alimentari, contenuta nel report mensile dall'Ufficio statistica del Comune di Bologna sull'andamento dei prezzi sotto le Due Torri. Nella speciale classifica, al secondo posto c'e' la pasta di semola che cresce del 30% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.


Del resto, rende noto l'Osservatorio prezzi di Bologna, il tasso tendenziale di inflazione, che misura la variazione dei prezzi rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, e' tornato a crescere raggiungendo il 2,8%. L'inflazione media, a marzo, e' risultata invece pari al 2%.

Insieme a farina e pasta di semola, cresce in modo significativo anche il prezzo, sempre su base annua, della pasta all'uovo (+12,7%). Oltre ai prodotti cerealicoli, vola anche il prezzo dei latticini, in particolare il burro, che con il +23,6% sul marzo 2007 ottiene il terzo posto nella graduatoria degli aumenti dei prodotti alimentari. Scorrendo la classifica, si trovano anche il latte a lunga conservazione (+15,8%), il latte fresco (+13%) e la mozzarella (+11,9%). In rialzo le carni, tra cui il petto di tacchino che registra l'aumento maggiore con l'8,8% in piu' rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.
Seguono la carne di vitello (+8,5%), il pollo allo spiedo (+8,3%) e, fra i salumi, la mortadella (+7,4). Tra i dati sui prodotti alimentari raccolti dall'Ufficio statistica del Comune spicca infine l'olio di semi di girasole, che occupa il quinto posto nella classifica dei maggiori aumenti con il +15,7%

 

Sull'onda dei rincari del petrolio, l'impennata dei prezzi per i prodotti energetici non accenna a diminuire anche a Bologna. A marzo, le benzine hanno registrato un aumento del 12,4% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, il gasolio sale invece del 20,3%. L'unico a scendere e' il gas, che grazie all'entrata in vigore delle riduzioni delle imposte, ha registrato un calo del prezzo rispetto a febbraio. Su base annua resiste comunque il segno piu' davanti al costo del gas: quello per cottura sale dell'11%, il gas da riscaldamento solo dello 0,6%.
Tra gli altri beni e servizi in diminuzione sempre su base annua, il maggior calo lo registrano saponi e detersivi per la casa (-4,9%) e alcuni articoli di abbigliamento (maglia sottogiacca, -3,5%). Tra i prodotti alimentari, invece, scende piu' di tutti il prezzo del caffe' decaffeinato (-3,5%), zucchero e te' (-2%), omogeneizzati di carne (-1,8%) e olio extra vergine di oliva (1,1%).

 
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